«Spesso c’è bisogno di riavvicinarsi alla fede in Dio»
CINIGIANO. Il male c’è, esiste. Il male che prova ognuno di noi, il male che acceca o quello che accompagna alcuni periodi della vita. Il male, quello che guarisce con i farmaci. Il male, quello che...
CINIGIANO. Il male c’è, esiste. Il male che prova ognuno di noi, il male che acceca o quello che accompagna alcuni periodi della vita. Il male, quello che guarisce con i farmaci. Il male, quello che invece può essere combattuto con la preghiera. Il male, non il demonio. Parlare di possessione con padre Mauro, uno dei due esorcisti del monastero di Siloe che la diocesi ha nominato per affiancare padre Mario nel suo lavoro, significa aprire un mondo spesso sconosciuto alla maggior parte delle persone. «Quello che è successo a Istia non ha nulla a che vedere con quello che noi facciamo ogni giorno - spiega padre Mauro - perché abbiamo bisogno di conoscere le persone e dare quindi una valutazione di queste, non certo di un fatto, di un avvenimento». Dagli episodi, quindi, non si ricava nulla. Quello che però colpisce, è che sono tante le persone che si rivolgono ai due esorcisti in forze alla diocesi di Grosseto. Il vescovo chiese a don Mauro di occuparsi di questo ministero, e lui ha accettato. «Sono tante le persone che perdono la fede - spiega - e che hanno bisogno di riavvicinarsi. Da noi seguiamo questo tipo di percorso dopo aver fatto alcune valutazioni che ci portano a escludere, nella maggior parte dei casi, che queste persone abbiano problemi di possessione». Una valutazione che viene fatta insieme ai medici, agli psichiatri. «Ci sono persone che non riescono a spiegarsi fenomeni particolari che possono succedere loro - aggiunge - e persone che invece hanno solo bisogno di pregare e di riavvicinarsi a Dio». Ma tante volte, capita anche che certe sofferenze nascano quando uomini e donne si avvicinano al mondo dell’occulto. «Esoterismo, sette, magia nera - dice padre Mauro - sono tutti elementi che possono in qualche modo condizionare le persone. E chi decide di smettere di frequentare questi ambienti, a volte, ha bisogno di riavvicinarsi a Dio».
Un bisogno che si colma con la preghiera e, magari, con l’aiuto di monaci che sanno quale strada suggerire. «Ben inteso, noi ci occupiamo di anime - aggiunge - per i problemi di salute mentale siamo i primi a consigliare di andare dal medico». (f.g.)
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