Maggioranza “distratta”, l’ira di Bonifazi
Rischia di saltare il numero legale nel consiglio-maratona sul Regolamento urbanistico. E il sindaco va su tutte le furie
GROSSETO. La maggioranza boccia uno per uno gli emendamenti dell’opposizione al regolamento urbanistico, senza discutere; l’opposizione chiede la verifica del numero legale, che non c’è, la seduta rischia di interrompersi e il sindaco Bonifazi sbotta contro i suoi.
Ora, se il sindaco volesse dare seguito a quanto affermato ieri in consiglio, per Natale farebbe trovare sotto l’albero, ai suoi consiglieri, un bel tubetto di Pasta di Fissan ciascuno. Sì perché, infuriato per le assenze che hanno procurato al centrosinistra l’ennesima figuraccia, non si è limitato ad apostrofare i suoi come irresponsabili: «Sono rammaricato – ha detto rivolgendosi ai gruppi di opposizione – nessuna responsabilità ha la minoranza, anzi la minoranza – ha ripetuto per ben tre volte – va ringraziata perché ieri (lunedì, ndr) in più occasioni ha garantito il numero legale. L’irresponsabilità sta in chi ha il bruciore al fondoschiena per stare seduto su questi scranni, e deve uscire continuamente, deve andare continuamente a fare altre cose: se uno fa il consigliere comunale – ha concluso il sindaco – lo fa fino in fondo, soprattutto con gli atti importanti come il regolamento urbanistico».
La seduta di ieri, la seconda delle quattro consecutive convocate sul regolamento urbanistico, era iniziata con la bocciatura, senza discussione, di alcuni emendamenti dell’opposizione, sulla scia di quanto era già accaduto il giorno prima. Il capogruppo della Lista Lolini, Claudio Pacella, accusando la maggioranza di essere un muro di gomma e i consiglieri dei «soldatini», ha chiesto la verifica del numero legale e, con tutti i consiglieri di opposizione, ha tolto la tessera per il voto elettronico. All’appello i consiglieri presenti erano solo 16: in quel momento mancavano Saimo Biliotti e Pietro Migliaccio del Pd, Marcello Treglia della lista Grosseto Insieme e Simone Marchetti dell’Api, ma anche altri consiglieri di maggioranza giravano tranquillamente fuori dall’aula dell’appello.
La seduta – a termini di regolamento – poteva essere interrotta lì, ma sia l’opposizione che la maggioranza hanno deciso di proseguire. Insomma, alla fine il senso di responsabilità ha prevalso e il consigliere Panfi, a nome del Pd, ha anche chiesto scusa. Le parole con cui il sindaco ha riconosciuto il senso di responsabilità della minoranza – lo ha sottolineato il consigliere del Pdl Luca Agresti al rientro in aula – sono state apprezzate dall’opposizione, però «dopo che abbiamo garantito in più occasioni il numero legale lunedì – ha detto Agresti – abbiamo voluto dare un segnale forte, perché ci pare troppo che ci chiedano senso di responsabilità e poi ci sia questo atteggiamento di chiusura di fronte agli emendamenti che noi abbiamo presentato pensando al bene della città».
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