Italia
Addio al nuovo sottopasso in zona Quattro strade
Con la discussione del regolamento urbanistico si va verso un atto debole diventa “impugnabile” l’obbligo per i privati di fare l’opera viaria promessa
GROSSETO. Primo giorno di discussione del tanto atteso regolamento urbanistico e prime polemiche. Tutti i principali emendamenti presentati sono stati respinti. «Non c’è dialogo – dice una spazientita Cristina Citerni, leader di Sel – infatti nel pomeriggio ho preferito tornare a fare il mio lavoro a scuola. Tanto continuare a discutere non avrebbe avuto senso, è tutto fiato sprecato». La sfuriata della consigliera vendoliana arriva in seguito alla bocciatura di due testi in particolare, quelli riguardanti i contributi per la bioedilizia e l’accoglimento delle linee guida ambientali tracciate da Legambiente. Ma la notizia del giorno è un’altra: il tanto agognato sottopasso alle Quattro strade, così come la riorganizzazione della viabilità da quelle parti, sembra proprio destinato a rimanere nel mondo dei sogni. Qui la storia è lunga e non priva di intrighi e colpi di scena. Ieri pomeriggio se ne è parlato durante la valutazione di un emendamento – anch’esso bocciato - presentato dai gruppi di minoranza, Grosseto Oggi esclusa. Cerchiamo di farla breve: la Barghi Srl – leggi Aurelia Antica – si era impegnata a portare avanti la costruzione del sottopasso. Una sorta di “merce di scambio” per arrivare alla possibilità di commercializzare su di un’area originariamente pensata per tutt’altro scopo, (vedi zona artigianale e commerciale all’ingrosso). Era il novembre del 2010, giunta Bonifazi primo e assessore alla viabilità Daniele Capperucci. Bene, dopo aver aperto i battenti, dal primo shopping center del capoluogo hanno fatto retromarcia, tanto da presentare due osservazioni al regolamento urbanistico che vanno nella direzione opposta. Una linea di indirizzo che in un primo momento il Comune ha accettato in fase di adozione del regolamento urbanistico, finendo poi per rimettere tutto in discussione in sede di quarta commissione consiliare. È lì che è stato reintrodotto l’impegno alla realizzazione dell’opera viaria. Un obbligo che però oggi, a cose fatte, è facilmente impugnabile. «L’amministrazione comunale – sbotta Fabrizio Rossi del Pdl – si dimostra debole con i forti e forte con i deboli. Basta guardare le vicende legate ai corrispettivi per il riscatto delle aree Peep e gli asili nido. Le opere di viabilità alle Quattro strade doveva farle la Barghi srl». Rincara la dose Mario Lolini (Pdl): «Lo abbiamo detto durante un’intera campagna elettorale che sarebbe andata a finire così».
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