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Grosseto

Torna in carcere il 73enne con l’hobby dei nomi falsi

Torna in carcere il 73enne con l’hobby dei nomi falsi

Domiciliari revocati per Giovanni Belli: a ottobre fu arrestato perché girava con la patente di Michael Jordan, il più famoso cestista di tutti i tempi

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ORBETELLO. A ottobre scorso era stato pizzicato dalla polizia con un cospicuo carnet di menzogne, tra cui documenti e carte d’identità fasulle. Il più stravagante? La patente intestata a Micheal Jordan, assoluto fuoriclasse della pallacanestro statunitense: 1 metro e 98 di altezza, sportivo di carnagione nera residente in Lousiana, Illinois. Peccato però che Giovanni Belli, 74 anni, ex fotoreporter fiorentino residente a Talamone, non avesse nulla a che spartire con la stella del basket americano, se non per l’uso improprio del suo nome su una patente falsificata intestata a lui, il più forte cestista di tutti i tempi.

Due mesi fa la menzogna finisce di fronte alle forze dell’ordine: Belli viene arrestato, finendo poi ai domiciliari. Una misura che di recente non ha rispettato piombando di nuovo nei guai. A “incastrarlo” una serie di negligenze: più volte è stato notato in paese, a Talamone, al di fuori dagli orari previsti dall’ordinanza di arresti domiciliari. E quando le forze dell’ordine gli hanno contestato il tutto, lui ha addotto una serie di banali giustificazioni che peraltro non hanno trovato alcun riscontro dopo i controlli degli agenti, facendo ritenere che lui non ritenesse grave la violazione delle prescrizioni. Sono scattate le manette: la squadra nautica della Polizia di Stato di Talamone, insieme al personale della Volante, lo ha arrestato in esecuzione dell’ordine del gip di Grosseto che ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Per lui, dunque, riecco il cautelare in carcere: la struttura di via Saffi a Grosseto, dove lui si trova tuttora in custodia cautelare.

Lunga, si diceva, la lista di contestazioni a suo carico: sono più d’uno i precedenti per truffa e reati vari che lo hanno portato all’arresto del 4 ottobre. Falso, ricettazione, sostituzione di persona, appropriazione indebita, detenzione illegale di munizioni e armi, simulazione di reati e tentata truffa.

Nella sua casa erano stati trovati armi contraffatte e documenti bancari e finanziari che attestavano una falsa situazione patrimoniale e con cui lui aveva tentato di acquistare un ristorante. Non solo. Nel suo portafoglio era stata scoperta una patente falsificata intestata al più forte cestista di tutti i tempi, Michael Jordan. E poi soldi, certificati di depositi alle Bahamas e a Dubai, targhe, patenti e carte d’identità (tutti falsi) e anche due pistole, una Beretta 635 e una Smith&Wesson calibro 38 con 102 proiettili. Al fotoreporter con l’hobby dei documenti falsi, la squadra Mobile di Grosseto è arrivata dopo la segnalazione di un’agenzia immobiliare cui il settantaquattrenne si era rivolto per l'acquisto del ristorante.

Elisabetta Giorgi

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