Il Tirreno

Grosseto

Suona a casa e chiede di fare un controllo

Occhio ai truffatori che suonano al campanello spacciandosi per dipendenti di note aziende. Sempre le Gea è protagonista, suo malgrado, di un’altra storia capitata giovedì pomeriggio a Grosseto: a...

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Occhio ai truffatori che suonano al campanello spacciandosi per dipendenti di note aziende. Sempre le Gea è protagonista, suo malgrado, di un’altra storia capitata giovedì pomeriggio a Grosseto: a raccontarla è una signora che abita in via Aldo Moro, alle porte del capoluogo. «Una presunta truffa», racconta la donna, che non si è fidata di aprire la porta al sedicente operatore, spiegando di aver poi verificato con il centralino della società, la quale «mi ha smentito di aver mai spedito operatori a casa mia». Tutto comincia dopo pranzo, quando il campanello suona alla sua casa di via Aldo Moro.

«Io guardo al mio videocitofono - racconta la signora - e vedo un giovane di circa 28-30 anni, con una leggera barbetta, che mi dice qualcosa del tipo “sono della Gei”. Io gli rispondo: “Di cosa?” E lui mi risponde “della Geo”, per poi maldestramente correggersi in “Gea”. “Sono venuto a controllare le bollette, mi vuole favorire le sue bollette, signora?”. Io gli rispondo che le bollette non ce le ho, perché le pago in banca e non le ho a portata di mano. Lui a quel punto insiste e mi chiede di farlo entrare in casa, perché deve fare anche una verifica». La donna, a quel punto, risponde che non ha le bollette, che non ha niente da fargli verificare, e che non sa niente di lui e della sua visita, perché la Gea non ha fatto sapere niente.

Gli dice anche che vuole informarsi dalla società e poi eventualmente fargli sapere; lui pare rassegnarsi e se ne va. Ma dopo due secondi risuona. «Lei è una bella maleducata - mi dice - perché non mi ha voluto aprire e non mi ha salutato”. Gli rispondo con cortesia ma gli richiudo la porta in faccia, convinta di aver fatto bene». Contatta, la Gea ha smentito di aver mai inviato propri dipendenti. (el. gi)

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