«Pronto da giorni un nuovo piano contro l’emergenza»
ORBETELLO. Era già pronto dal pomeriggio di martedì un piano di azione di emergenza da parte del Comune di Orbetello che, come tutto il territorio della Toscana, è stato avvisato dalla Regione con...
ORBETELLO. Era già pronto dal pomeriggio di martedì un piano di azione di emergenza da parte del Comune di Orbetello che, come tutto il territorio della Toscana, è stato avvisato dalla Regione con una nuova allerta meteo che avrebbe potuto far ripetere il disastro dell’alluvione di Albinia di due settimane fa. La previsione era di circa 120 mm di pioggia nella nottata di martedì nelle zone già alluvionate: per questo già dalla serata precedente in tutto il Comune avevano cominciato a girare le auto con i megafoni che avvertivano la popolazione dell’imminente pericolo ed era già stata decretata la chiusura delle scuole. E durante la nottata il maltempo si è fatto sentire arrivando a situazioni limite su tutta le rete dei fiumi dell’Orbetellano e sul reticolo dei canali minori: «Eravamo pronti ed alle 4 del mattino io, il sindaco e gli assessori eravamo già nella centrale operativa - conferma il vicesindaco Marcello Stoppa - e subito dopo io e l’assessore Giuliano Baghini siamo partiti per un’ispezione dei punti critici: molti dei canali erano al limite. I canali allaccianti 4 e 6, quello che passa da Brancacci, il Magione e anche il fiume Osa erano proprio sotto i ponti, e l’Albegna era oltre i limiti di guardia ed avrebbe potuto creare problemi nella zona di Marsiliana dove se l’acqua avesse raggiunto le precedenti rotture dell’argine si sarebbero potute utilizzare il fosso Camerone per un eventuale deflusso di emergenza». Per questo motivo il team dell’amministrazione non ha potuto far altro che pensare all’incolumità della gente, memore di quanto successo e consapevole di tutte le segnalazioni e le critiche che erano state esternate in consiglio comunale. Anche ieri Stoppa insieme alle forze dell’ordine hanno fatto il giro di tutti i poderi di Polverosa, Priorato, Piano Grande e altre zone a rischio, per non farsi trovare impreparati e avvertire la gente. Insomma, il disastro del 12 novembre sembra aver stretto insieme amministratori e popolazione nell’affrontare un nuovo allarme. E anche molti dei suggerimenti della popolazione, durante la seduta del consiglio comunale, sono stati ascoltati: un piccolo segnale di fiducia reciproca, benché la strada della ricostruzione sarà senz’altro lunga e ripida.
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