Il Tirreno

Grosseto

Riassetto delle scuole, è guerra

Gli accorpamenti tra gli istituti comprensivi della città contestati dalle famiglie

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GROSSETO. C’è un’altra polveriera su cui si trova seduto, ancora una volta, l’assessore comunale Luca Ceccarelli. Dopo la vicenda delle modifiche dei criteri di accesso agli asili comunali e quella dell’aumento delle tariffe, e mentre non si è ancora definita la questione dell’incremento dei costi per il riscatto delle abitazioni in aree Peep, è la scuola, col piano di riassetto degli istituti comprensivi, la nuova pietra d’inciampo per l’assessore che avrà il suo bel da fare per disinnescare una bomba che, in qualunque maniera si muova, rischia di esplodere, con centinaia di genitori, insegnanti e cittadini sul piede di guerra.

Il piano approvato lo scorso anno, entrato in vigore a settembre, aveva creato nel capoluogo sei istituti comprensivi, con l’assorbimento delle scuole di Scansano accorpate con l’istituto comprensivo 6, quello che fa capo alla media Galileo Galilei di via Garigliano. A pochi mesi dall’entrata in vigore è stato rimesso in discussione – per la verità la cosa era prevista dopo un primo anno di sperimentazione – e gli assetti, stando alla proposta partorita dalla terza commissione consiliare il 19 novembre scorso, sarebbero radicalmente modificati, tanto che si prospetta una vera e propria rivolta da parte, soprattutto, di un istituto comprensivo, il Grosseto 4, che fa capo alla media Dante Alighieri e che oggi comprende tutte le scuole di Gorarella.

La commissione, infatti, oltre a chiedere alla Provincia lo scorporo di Scansano dalle scuole del capoluogo e la creazione di un istituto comprensivo con Magliano, smembra due comprensivi, quello di Gorarella, e il Grosseto 5, di Barbanella, che fa capo alla media Vico: Gorarella perderebbe la scuola elementare di via Giotto, che passerebbe a Barbanella, mentre la scuola elementare di via Anco Marzio passerebbe da Barbanella a Gorarella.

Un incrocio che, tra insegnanti e genitori del comprensivo Grosseto 4 e i residenti del quartiere Gorarella sta creando non poco malcontento, tanto che si stanno raccogliendo firme e si prepara un documento che contesta la proposta della terza commissione.

Innanzitutto la bozza non rispetterebbe il criterio della territorialità, oggi pienamente rispettata visto che tutte le scuole sono nello stesso quartiere. Invece le famiglie di Gorarella, per restare nello stesso Istituto comprensivo dovrebbero portare i figli in una scuola di un altro quartiere, con la differenza, però, che la popolazione scolastica di via Giotto è quattro volte quella di via Anco Marzio. Anche in virtù di questo scambio l’istituto più grosso diventerebbe quello di Barbanella, con 1.518 alunni potenziali, mentre Gorarella scenderebbe sotto i mille alunni. Si sostiene, inoltre, che, con questa proposta, Gorarella resterebbe privo dell’offerta formativa del tempo pieno, e dovrebbe rivolgersi all’istituto di Barbanella per poi dover chiedere di nuovo di tornare al Grosseto 4 per la scuola media del quartiere. Per non considerare, poi il fatto che oggi 7 classi di via Giotto si trovano in via Einaudi e non potranno restarci, dunque andranno spostate in un altro plesso, forse in via Rovetta o in aule vuote della media Vico: comunque le famiglie dei bambini di queste sette classi dovranno portare i figli a scuola altrove.

Domani, alle 14,30, è convocata la terza commissione, con assessore, rappresentanti d’istituto e sindacati. E si annuncia battaglia.

Enrico Pizzi

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