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I danni dell’alluvione oltre due milioni in tutta l’Amiata
AMIATA. Più di 2 milioni di euro ci vorranno per rimettere in sicurezza l’Amiata grossetana dopo la tempesta dei giorni scorsi. La conta dei danni, a distanza di alcuni giorni dal violento nubifragio...
AMIATA. Più di 2 milioni di euro ci vorranno per rimettere in sicurezza l’Amiata grossetana dopo la tempesta dei giorni scorsi. La conta dei danni, a distanza di alcuni giorni dal violento nubifragio che ha investito anche l’Amiata, parla chiaro. Arcidosso ipotizza un costo di 400.000 euro per rimettere a posto le emergenze e tamponare alla meglio. Ma si tratta di danni seri, come il ponte crollato di Montelaterone, tutta la viabilità e gli smottamenti dell’Abbandonato e adesso è pure sorvegliato speciale il ponte dei Canali e quello della Zancona. «Non parliamo poi della viabilità rurale - dice il sindaco Landi - Abbiamo cominciato a gettare un po’ di terra e breccia nelle strade dei Poggi, letteralmente divise in due dal nubifragio, ma la situazione è dappertutto seria». Anche il sindaco di Castell’Azzara Marzio Mambrini ha fatto i primi calcoli: 1 milione e 200.000 euro. «La cifra comprende i danni subiti dalle strade e d un territorio dove vi sono state frane e smottamenti, ma non solo. Gli edifici pubblici sono stati letteralmente schiaffeggiati dalla violenza e dalla persistenza dell’acqua. La stessa Sforzesca nel tetto non ha retto l’impatto, le scuole hanno bisogno di interventi urgenti e così la struttura della casa famiglia. Senza parlare di fogne, fossette e tombini. La cifra serve a coprire giusto l’essenziale».
Più contenute le cifre a Castel del Piano che ha presentato alla Protezione civile il resoconto di circa 200.000 euro di danni. Semproniano lavora in house per i primi interventi. «Visto quello che è successo per la neve, abbiamo preferito cominciare da noi. Tiriamoci su le maniche. Abbiamo danni per circa 110.000 euro. I miei operai stanno lavorando e mi scuso coi cittadini se vedranno il paese meno spazzato, ma preferisco farli lavorare per ripristinare dove c’è bisogno». Bellini ha chiuso lunedì l’asilo, perché la caldaia non funziona. Starà chiuso fino a giovedì, per ora i tecnici non sono per ora riusciti a risistemarla. «Abbiamo distrutti 330 ettari di terra buona da coltivazione. Questo è il grande disastro».
Fiora Bonelli
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