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ISOLA DEL GIGLIO

Si rimuove l’ordigno vicino alla Concordia

Si rimuove l’ordigno vicino alla Concordia

ISOLADELGIGLIO. Ci sono voluti più di cinque mesi, ma in situazioni come queste la prudenza non è mai troppa: un errore dettato dalal fretta, infatti, avrebbe rischiato di mettere a repentaglio la...

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ISOLADELGIGLIO. Ci sono voluti più di cinque mesi, ma in situazioni come queste la prudenza non è mai troppa: un errore dettato dalal fretta, infatti, avrebbe rischiato di mettere a repentaglio la stabilità del relitto della Costa Concordia.

Ora però la gigantesca carcassa della nave da crociera naufragata davanti addosso all’isola del Giglio il 13 gennaio scorso è stata messa in sicurezza: il 2 novembre infatti sono stati ultimati i lavori di stabilizzazione. Dunque il Nucleo Sdai del Dipartimento militare Marittimo di La Spezia procederà, fra oggi e giovedì, alla rimozione di un ordigno bellico rinvenuto sui fondali di Cala Arenella, a una profondità di 53 metri e a una distanza di 188 metri dalla costa.

L’operazione, coordinata dalla Prefettura di Grosseto, sarà svolta con la collaborazione dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto S. Stefano, che ha già adottato un’ordinanza per interdire, durante lo svolgimento dell'operazione, la navigazione nel tratto di mare interessato. La Prefettura, d aparte sua, ha diramato agli Enti competenti specifiche disposizioni per definire e coordinare tutte le attività accessorie e complementari, al fine di consentire che la bonifica dell'ordigno bellico si svolga in condizioni di massima sicurezza.

La gigantesca mina, un ordigno rotondo di due metri di diametro risalente alla seconda guerra mondiale, che vide queste acque teatro di diverse operazioni belliche, fu scoperta il 15 giugno scorso da un gruppo di sub che si era immerso nelle acque dell’insenatura, non molto distante dal porto dell’Isola del Giglio.

I sub avvisarono subito le autorità e la guardia costiera vietò l'accesso e il transito per un raggio di 100 metri. Qualche settimana più tardi il Nucleo Sdai di La Spezia accertò che l’oggetto ritrovato è effettivamente una mina di fabbricazione italiana, distante circa 500 metri in linea di aria dallo scafo della nave Costa Concordia. E proprio quella vicinanza indusse gli esperti a escludere la rimozione: un’eventuale esplosione dell’ordigno avrebbe potuto avere conseguenze sulla stabilità dello scafo. Adesso finalmente Cala Arenella può essere “bonificata”.

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