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Grosseto

il vescovo parte per prato

Agostinelli ha salutato la Diocesi, reggente sarà Borghetti

Agostinelli ha salutato la Diocesi, reggente sarà Borghetti

Sarà il vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello, Guglielmo Borghetti, a reggere la diocesi di Grosseto in attesa della nomina di un nuovo vescovo

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GROSSETO. Sarà il vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello, Guglielmo Borghetti, a reggere la diocesi di Grosseto in attesa della nomina di un nuovo vescovo.

Lo ha annunciato  monsignor Franco Agostinelli, in cattedrale, nel corso della celebrazione con cui ha salutato la diocesi e la comunità grossetana, dove ha esercitato il suo ministero per quasi 11 anni. La prossima domenica farà il suo ingresso nella diocesi di Prato. Monsignor Agostinelli non ha nascosto di lasciare la Maremma a malincuore. «Non vi nascondo – ha detto – la mia titubanza e le difficoltà nel comprendere la volontà di Dio, ma Maria ci ha insegnato che la volontà di Dio non si discute, si serve. Lascio questa terra – ha aggiunto – dove ho iniziato il mio ministero di vescovo e dove pensavo di concluderlo come in una famiglia. Un pensiero mi ha assillato in queste settimane, di giorno e anche di notte: la famiglia è sacra, non si cambia, la si può perdere, purtroppo... Un pensiero al quale dovevo trovare una risposta, per la mia serenità, e il Signore mi ha aiutato a trovarla: è vero, io non ho cambiato famiglia, continuo a servire la Chiesa e la Chiesa si serve ovunque».

Il che non cancella gli affetti. «Grosseto – ha detto monsignor Agostinelli – rimane impresso a fuoco nel mio cuore». E soprattutto quella parte di Grosseto che soffre. Non a caso monsignor Agostinelli ha citato due persone, un giovane disabile che gli ha scritto dicendogli che lo avvertirà quando sarà terminata la rampa di accesso al duomo per le carrozzine, e un uomo «uno che vive ai margini, un po' per scelta, e che talvolta incontravo scambiando qualche parola: qualche giorno fa mi ha fermato all'ingresso del vescovado perché voleva salutarmi». Ai sacerdoti, dopo aver ricordato di aver condiviso, con loro, «il rammarico per il vuoto che ha fatto il secolarismo», il vescovo Agostinelli ha affidato un mandato impegnativo: «Amate la vostra gente – ha detto loro – senza aspettarvi alcun contraccambio, state o tornate tra la gente, amate e servite la Chiesa di Grosseto, siate servi e non dominatori del gregge... Non prendete le distanze da questa Chiesa, non cadete nella tentazione di diventare persone egrege, fuori dal gregge, fate attenzione, potremmo essere anche noi vittime del secolarismo strisciante».

Enrico Pizzi

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