Il Tirreno

Grosseto

Vetri rotti in casa, nessuno glieli aggiusta

La protesta di un’abitante del Poggio a Roselle in emergenza abitativa: «È uno scaricabarile»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Viene fuori da una triste esperienza di violenza familiare. Un compagno manesco che le ha rovinato la vita a lungo ma che adesso, a quanto racconta, per fortuna ha lasciato per sempre la casa dove abita con due figli, affidati congiuntamente ai due genitori ma rimasti in casa con lei.

È la storia di vita di Catia, abitante nelle case popolari del “Poggio”, a Roselle, dove vivono circa 90 famiglie in emergenza abitativa, tra mono e bilocali, dotati di bagno, corrente elettrica, acqua calda e riscaldamento.

Già proprio la temperatura della sua casa è al momento il vero problema dai risolvere, ora che il compagno è diventato un ex. Il freddo comincia a farsi sentire, ci sono toppe da riparare.

Il suo appello l’ha fatto ieri mattina n redazione, assieme al figlio di 19 anni. Entrambi sono in cerca di un lavoro. «Aiutatemi, c’è un vetro da sostituire in casa. Il mio ex l’ha lasciata in uno stato che definire invivibile è poco. Ci sono le tapparelle da sostituire e chi dovrebbe occuparsene gioca a fare lo scaribarile».

Sono lavoretti che non può fare da sola, precisa Catia, anche per problemi economici. La casa a Roselle è di proprietà del Comune e del Coeso, che gestiscono l’emergenza abitativa. «L’assistente sociale che si occupava della nostra casa in un primo momento aveva preso la responsabilità delle riparazioni - dice la donna - contattando un operaio che dopo essere venuto un paio di volte, ma senza risolvere niente, ha smesso di lavorare».

Dice di aver scoperto che lavorasse al nero, quell’uomo, Catia. Forse per quello non è più tornato. Ma il problema in fondo non è quello.

È che fallito il primo tentativo, l’assistente ha contattato un operaio del Comune. «Ma anche lui è venuto è non ha terminato il lavoro. Ci sono ancora spifferi, resta il vetro rotto e in casa abbiamo freddo. E non riusciamo a capire chi possa risolverci il problema. Assistente sociale e Comune si rimpallano le responsabilità, e noi non sappiamo come fare».

Il tutto, aggravato da una situazione familiare lavorativa molto difficile. Anche ora che il compagno violento non c’è più, sia Catia che il figlio devono fare i conti con un inserimento lavorativo complicato. «Sto seguendo dei corsi di formazione ma è molto difficile al momento trovare un’occupazione». E gli spifferi sono ancora più freddi, così.

Matteo Baccellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web