La procura apre un fascicolo per omicidio colposo
Il ponte era transennato e c’era il cartello di divieto Ma anche dopo la chiusura le auto continuavano a passare
GROSSETO. La procura, un’inchiesta l’ha aperta. Oggi Francesco Verusio incontrerà i suoi collaboratori per coordinare le indagini sulla morte dei tre dipendenti Enel che sono sprofondati nell’Albegna con la loro auto, per il crollo di una parte del ponte sul fiume sulla provinciale Sant’Andrea. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Al vaglio degli inquirenti, quindi, ci sarebbe proprio la ricostruzione della dinamica dell’incidente.
Quello che la Procura deve capire è soprattutto se la chiusura di quella strada era stata segnalata adeguatamente, ma anche se la struttura era sicura per il passaggio delle auto. Oggi infine, il procuratore capo Verusio, dovrà anche decidere se allargare il fascicolo a quello che è accaduto nelle zone colpite dall’alluvione. Accertare, cioè, se ci siano altre responsabilità per il disastro che ha colpito la Maremma.
Il ponte sull’Albegna, a Marsiliana, era chiuso con una transenna e con un cartello che indicava il divieto d’accesso dalle 6 di lunedì mattina. Ma le auto continuavano a passare, come dimostra anche un filmato pubblicato sul nostro sito. La Provincia aveva ordinato la chiusura di quel ponte già dal mattino, dopo la rottura dell’Albegna contro l’argine. «La transenna c’era - spiega il presidente Marras - e quella strada era nella lista che abbiamo diramato. È stata solo una tragedia inimmaginabile».
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