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Grosseto

Napolitano: «Vicino alle popolazioni colpite»

Napolitano: «Vicino alle popolazioni colpite»

Il governatore Rossi torna a chiedere una norma per la Toscana. Vannino Chiti: «Tragedie simili non avvengono mai per caso»

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Arriva da tutto il mondo politico la solidarietà alle popolazioni sconvolte dall’alluvione. A partire da Giorgio Napolitano: «Il Capo dello Stato esprime la propria solidarietà alle Comunità coinvolte, la sua commossa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime, e al tempo stesso il vivo apprezzamento a quanti sui territori colpiti sono impegnati nella gestione dell’emergenza e nelle operazioni di soccorso». Lo afferma il Quirinale. «Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sta seguendo l’evolversi della situazione determinatasi a seguito degli eventi alluvionali su vasti territori delle regioni del Centro e del Nord Italia, attraverso il Dipartimento della Protezione Civile e le Prefetture interessate», aggiunge la nota del Quirinale.

Torna a parlare anche il presidente della Regione Enrico Rossi: «La Toscana è abituata a fare da sola ma questa volta chiediamo un aiuto vero. Torno a chiedere che nella Legge di stabilità ci sia una norma che assicuri alla Toscana 50 milioni di euro l’anno per 10 anni per la messa in sicurezza contro il rischio idrogeologico e idraulico», sia per la zona sud della Toscana sia per la Lunigiana. Il governatore Rossi è tornato anche a chiedere poteri «in deroga» per il presidente della Regione: «Questa volta non ci accontentiamo di spot, non ci accontentiamo di "argent de pochet". Da Roma arrivano segnali positivi, speriamo che le nostre richieste vengano accolte».

«Anche quest’anno assistiamo ad una sorta di tragico rituale: con l’arrivo delle grandi piogge l’Italia è costretta ad affrontare continue emergenze. In provincia di Grosseto quattro persone hanno perso la vita: tre erano operai dell’Enel, morti perchè un ponte sul fiume Albegna è crollato. Una donna è in gravi condizioni. Esprimo il mio cordoglio per questa ennesima tragedia. È inaccettabile: di fronte al degrado delle infrastrutture dobbiamo tutti interrogarci su quanto non è stato fatto fino ad oggi». Lo afferma il vice presidente del Senato Vannino Chiti. «Questi fenomeni - prosegue Chiti - non sono frutto del caso, ma il risultato dei cattivi comportamenti dell’uomo e di una gestione del territorio superficiale e in alcuni casi irresponsabile. Ai comportamenti sbagliati e alla fragilità naturale, si aggiungono i mutamenti climatici che hanno prodotto un intensificarsi della portata e della forza delle precipitazioni». Secondo Chiti «è indispensabile che gli interventi per la messa in sicurezza del territorio vengano esclusi, a livello europeo, dal patto di stabilità» perchè «è assurdo impedire di fatto la prevenzione» mentre «occorre un grande piano nazionale, con risorse pluriennali nel bilancio dello Stato, delle Regioni e dei Comuni, per contrastate il dissesto idrogeologico, così come il varo di interventi per incentivare la ristrutturazione delle case secondo norme antisismiche». «Oltretutto - conclude l’esponente del Pd - sono anche un volano per creare lavoro e sviluppo sostenibile».

Il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani, ha auspicato un intervento dell’Ue per la provincia di Grosseto colpita duramente dalle forte alluvione di ieri. Tajani, intervenuto stamane alla trasmissione di Radio Uno, ’Prima di Tuttò è tornato a parlare dei Fondi Ue per il terremoto in Emilia e ha detto che la Commissione Europea è sempre stata favorevole a erogare. Ora, nella trattativa per l’approvazione del bilancio con gli stati membri, alcuni Paesi - la Germania, la Svezia,la Finlandia, l’Olanda - hanno posto una riserva per l’erogazione di questi fondi, ma il vice Šresidente si è detto fiducioso: presto si arriverà alla soluzione positiva e quindi per i fondi ci sarà il via libera da parte degli stati membri riuniti nel consiglio, in questo caso dell’ Ecofin, per dare alle vittime del terremoto dell’Emilia Romagna, del Veneto e della Lombardia un fondo che è sempre stato erogato senza problemi, trattandosi di un fondo di solidarietà per le calamità naturali.

Molte le attestazioni di cordoglio per la morte dei tre dipendenti Enel. «Il più profondo cordoglio» è stato espresso dai vertici di Enel per la morte dei tre dipendenti dell’azienda, deceduti nel Grossetano a causa del maltempo. «Il consiglio di Amministrazione di Enel, riunito a Roma per l’approvazione dei risultati dei primi nove mesi del 2012 sotto la presidenza di Paolo Colombo - si legge in una nota -, esprime il più profondo cordoglio a nome di tutta l’azienda per la scomparsa dei tre colleghi nel fatale incidente». «Sono profondamente colpito da questa tremenda notizia - ha detto l’ad Fulvio Conti -. Tutta Enel Š vicina alle famiglie dei colleghi morti tragicamente nella serata di ieri e ne condivide il profondo dolore».

«Esprimiamo profondo cordoglio per la morte dei tre tecnici dell’Enel, vittime del crollo di un ponte sul fiume Albegna nella provincia di Grosseto, e vicinanza ai loro familiari e alle popolazioni colpite. Il nostro grazie va a tutti i soccorritori che in queste ore si stanno adoperando per affrontare questa drammatica emergenza che ha già fatto quattro vittime». Lo ha detto Stella Bianchi, responsabile ambiente del Partito Democratico.

«Siamo vicini ai familiari dei 3 dipendenti Enel scomparsi tragicamente ieri nel grossetano, che si aggiungono purtroppo alla prima vittima dell’ondata di maltempo che ha colpito il territorio. A loro esprimiamo il nostro più profondo cordoglio». Lo dichiara il segretario nazionale dell’Ugl Chimici-Energia, Michele Polizzi, chiedendo che «le autorità facciano luce al più presto sulle dinamiche dell’incidente, è doveroso che si accertino tutte le responsabilità».

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