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Capanni dei cinghialai fumata grigia in Regione

Capanni dei cinghialai fumata grigia in Regione

Rinviata l’approvazione della legge per le strutture di supporto all’attività venatoria. Ora si pensa alla modifica di manufatti già esistenti

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GROSSETO. Da Firenze non arrivano buone notizie per i cinghialai. È stata infatti rinviata “per approfondimenti e per recepire meritevoli osservazioni” - pervenute anche da associazioni agricole e di tutela ambientale - la proposta di legge nota come “Disposizioni per la realizzazione di manufatti a supporto dell'attività venatoria dei cinghiali”, di iniziativa di alcuni consiglieri del Pd.

Stiamo parlando di strutture a supporto alle squadre di cacciatori che consentano lo svolgimento di diverse attività collegate al prelievo venatorio.

La votazione era prevista mercoledì 31 ottobre, nelle commissioni Ambiente e Agricoltura riunite in seduta congiunta. Al momento però è stata ritirata la richiesta di firma dalla proposta di legge con la motivazione che si creano privilegi per una categoria che in questo momento non ha bisogni. Alcuni consiglieri del Pd si sono opposti spiegando che l'iter è stato avviato per dare una risposta concreta ai territori di fronte a esplicite richieste giunte direttamente dalle amministrazioni locali.

«Non si tratta di un provvedimento fatto per soddisfare le richieste di una lobby». Il presidente della commissione Ambiente Ceccarelli (Pd) ha respinto al mittente le accuse di una legge ad hoc: «Quanto alla facilità di costruzione dei manufatti nulla si fa in deroga ai procedimenti autorizzativi previsti dalla legge urbanistica. Ogni richiesta deve essere sempre presentata al Comune e rientra nelle more di un qualsiasi procedimento di permesso a costruire». Fermamente contrari alla proposta Antonio Gambetta Vianna (Lega Nord), il Pd Paolo Tognocchi e Marta Gazzarri (Idv), che ha insistito sul fatto che «non sono ammissibili corsie preferenziali per i cinghialai, soprattutto quando si ipotizza il permesso a costruire strutture di 120mq più 30 di veranda».

Il vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Agresti (Pdl), grossetano, ha suggerito un compromesso, accolto dai colleghi: «La legge ha bisogno di approfondimenti, magari prendendo in considerazione manufatti esistenti».

«Ho alcune perplessità sul testo come l'individuazione della figura giuridica responsabile nel presidente della squadra, che cambia troppo spesso. Esistono però strutture sul territorio che potrebbero essere utilizzate e recuperate».

La proposta lanciata da Agresti è stata accolta come punto di mediazione accettabile. L'obiettivo è quello di consentire la realizzazione di appositi manufatti e il riutilizzo di annessi agricoli non più utilizzati. Il testo intende disciplinare le procedure per il rilascio del titolo abitativo, le modalità di utilizzo, i divieti di localizzazione ed il vincolo di destinazione. In tutti i casi, è chiaramente scritto in legge, i Comuni possono limitare o vietare le realizzazioni e vincolare la tipologia di materiale per la loro costruzione. (g.b.)

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