Italia
Ici mai incassata Il Comune a caccia di 300mila euro
Una “task force” interna per scoprire chi non ha pagato e recuperare il credito. Con un premio ai dipendenti
ORBETELLO. Il Comune di Orbetello raschia il fondo del barile e va alla ricerca di liquidi per rimpinguare le proprie casse.
Questa volta a finire nel mirino dell’amministrazione lagunare sono i crediti non recuperati dall’evasione fiscale, in particolare quelli non rientrati dalla vecchia tassa sulla casa, l’Ici, da riprendersi ad ogni costo e ovviamente con relative sanzioni e interessi.
Nella delibera di giunta numero 324 del 6 novembre scorso si legge infatti – in premessa – che per l’amministrazione comunale orbetellana costituisce un obiettivo fondamentale «adoperarsi per combattere l’evasione fiscale, e che ciò oltre che da motivi etici e sociali è oltretutto imposto dalla sempre maggiore scarsità di risorse». Una dichiarazione esplicita e quanto mai sincera, che si traduce immediatamente in conseguenze pratiche.
Addentrandosi nel testo si scopre infatti che i proventi di tale recupero saranno destinati, per una quota pari al sei per cento della somma, ai dipendenti comunali come «compensi incentivanti alla produttività».
Non tutto il personale dell’ente locale usufruirà di tale beneficio, poiché a giovarsene saranno proprio coloro che, negli uffici preposti, si troveranno impegnati a far rientrare il “tesoretto”. La riscossione, dunque, è stata affidata a un gruppo di lavoro interno, facente capo ai servizi tributari del Comune di Orbetello, come cita l'atto stesso in un suo passaggio: «Una percentuale del gettito dell’imposta comunale sugli immobili può essere destinata al potenziamento degli uffici tributari del comune».
La delibera in questione è comunque piuttosto ermetica a riguardo e non si sbilancia con nessuna individuazione numerica della manodopera addetta a tali operazioni.
Ciò che è chiaro è che il sei per cento (corrispondente a circa ventimila euro) del gettito previsto sarà suddiviso tra i componenti della squadra di lavoro impegnata nell’accertamento e nelle successive operazioni di riscossione.
Se i calcoli dovessero essere confermati, l’ente lagunare vedrebbe rientrare in bilancio oltre trecentomila euro, una cifra sostanziosa e quantomai utile di questi tempi.
Questa illuminazione non nasce però da un'invenzione pitagorica dei nuovi inquilini di piazza del plebiscito: le linee di indirizzo per il recupero dell’evasione tributi erano state già dettate dalla giunta municipale con una delibera del 2006, poi ripresa e riproposta nel corso degli anni successivi.
Ma quali sono le modalità con cui il Comune punta a tornare in possesso di ciò che per legge gli spetta?
Secondo la delibera stessa i dati a disposizione del Comune, ordinati secondo procedure informatiche stabilite con decreto del ministro delle finanze, saranno confrontati, attraverso un sistema di controlli incrociati con quelli in possesso dell’amministrazione finanziaria dello Stato.
«Il recupero si basa su diverse situazioni e tipologie differenti di debitori», spiega l’assessore al bilancio Luca Aldi.
«C’è chi per esempio ha dimenticato nell’anno 2011 di pagare l’Ici sulla seconda casa, e chi invece l’ha pagata ma in modo parziale. Abbiamo intenzione di recuperare crediti di questa imposta fino al 2013, dopodiché, con l'Imu cambieranno le regole: non sarà più possibile devolvere una parte del ricavato al personale impegnato nell'accertamento».
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