Il Tirreno

Grosseto

Tutti uniti contro la Bolkestein

di Claudia Della verde

Orbetello, i gestori all’attacco puntano a fare squadra: «Faremo un distretto costiero maremmano»

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ORBETELLO. Gli stabilimenti della bassa Maremma tornano all’attacco nel promuovere una linea unica in difesa delle proprie attività contro la direttiva europea Bolkestein. Dopo il grido d’aiuto lanciato alle pubbliche amministrazioni della zona, gli obiettivi si ampliano e viene chiamata in causa la Regione.

Per farlo serve una voce unica capace di raccogliere il malumore di più stabilimenti. Il versante sud della Toscana sembra essersi organizzato finora al meglio. Non sono bastate le manifestazioni, gli scioperi sulla battigia e i lunghissimi rapporti epistolari con la politica locale; adesso per loro è il momento di fare squadra, e lo gridano con forza: «Abbiamo avuto modo di discutere in diverse riunioni con l’Ascom Grosseto e la Provincia per costruire una rete d’impresa – spiega David Bartolini, imprenditore del mare orbetellano e tra i principali alfieri della battaglia alla Bolkestein del promontorio – Il nostro fine è quello di costituire un distretto costiero maremmano, sia per finalità commerciali che per avere più potere e consapevolezza con le amministrazioni regionali».

Saranno proprio le regioni infatti, secondo la legge comunitaria, a dover trattare con lo Stato il decreto governativo previa conferenza servizi. «Per adesso – prosegue Bartolini – ci siamo messi in moto per organizzare due manifestazioni a livello regionale (una in Toscana e l’altra in Emilia Romagna) e una più grande che radunerà tutti gli esercenti delle spiagge a livello nazionale a Roma». A intervenire a riguardo, visto che proprio ieri si è svolta a Bruxelles una riunione sull’applicazione della direttiva, è anche il presidente della Regione Enrico Rossi: «Solo pochi giorni fa – ricorda Rossi – abbiamo consegnato al ministro Gnudi una nota con alcune considerazioni e proposte che porteremo avanti in ogni sede istituzionale per salvaguardare da un lato le 30mila imprese che hanno investito nelle loro attività e che hanno prodotto numerosi posti di lavoro, e dall’altro per valorizzare il patrimonio della costa italiana evitando ogni forma di cementificazione e snaturamento delle caratteristiche ambientali dei luoghi e delle comunità costiere». Nel suo intervento Rossi ha sottolineato di aver inoltrato al Governo una richiesta di azioni più incisive verso l’Ue riguardo a questa normativa, e in particolare ha ribadito la necessità di favorire la continuità nella gestione degli stabilimenti e il loro mantenimento nelle mani della piccola proprietà. «Questa è anche la soluzione individuata dalla Spagna – prosegue il presidente - Una realtà simile alla nostra, dove il governo ha approvato una legge che rinnova per altri 75 anni le concessioni. Potrebbe essere questa la strada da seguire anche dall’Italia, ma d’altra parte l’impronta liberista che anima il nostro Governo non ci aiuta a perseguire questo obiettivo. La Regione Toscana insisterà nel chiedere una più forte e argomentata analisi del fenomeno italiano legato alle concessioni sul demanio marittimo, nonché una regolamentazione omogenea dell’uso del territorio costiero che lasci alle amministrazioni regionali la possibilità di individuare le modalità idonee per garantire il mantenimento e la tutela dell’“identità” del turismo balneare italiano».

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