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TERME DEL tosteto

Concessione scaduta Proroga per i lavori?

Concessione scaduta Proroga per i lavori?

PITIGLIANO. Quando nella primavera del 2001 venne presentato il progetto per la realizzazione di un impianto termale in località Tosteto, a Pitigliano, furono in molti a parlare di svolta economica...

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PITIGLIANO. Quando nella primavera del 2001 venne presentato il progetto per la realizzazione di un impianto termale in località Tosteto, a Pitigliano, furono in molti a parlare di svolta economica nel territorio determinata dalla formidabile accoppiata del turismo termale da una parte, e dal turismo storico-culturale dall'altra.

Una cubatura complessiva di 28.000 metri cubi, 48 camere, acqua minerale, termale, solfato-bicarbonato-calcica a 35°, sale di fisioterapia, dermatologia, spirometria, artropatia, terapia inalatoria, palestre e training, fangoterapia, 2 piscine, una struttura in grado di gestire ben 150 ospiti al giorno e, cosa non trascurabile, dare occupazione a circa 70 persone. Costo dell'operazione, 36 miliardi delle vecchie lire.

Poi l'apertura dell'impianto che sembrava realizzarsi nell'arco di due anni, iniziò a slittare, varie ditte si sono susseguite nell'esecuzione dei lavori, qualcosa da allora non ha funzionato più come avrebbe dovuto e ciò che doveva costituire un impianto termale di primordine, è diventato un complesso edilizio abbandonato e irrealizzato. Più di un anno fa il Monte dei Paschi di Siena, che vanta un credito dalla proprietà di oltre 12 milioni di €, ha chiesto ed ottenuto il pignoramento della struttura, valutata dal tecnico del tribunale di Grosseto circa 9 milioni di euro; la prima asta di metà ottobre è andata deserta e se ne riparlerà a primavera.

A fronte dell'azione del Mps, la proprietà (Sergio Gambassi) è però forte della titolarità della concessione mineraria, vale a dire la possibilità di sfruttare le acque termo-minerali, prima attribuitale dalla Regione poi lo scorso anno dal comune sulla base di precisi impegni che, se non rispettati, avrebbero determinato la decadenza automatica della concessione. E fra gli impegni era prevista l'apertura al pubblico dell'impianto entro il 31 ottobre, cioè quattro giorni fa, dopo una serie di sopralluoghi e collaudi della struttura: ma di tutto questo non c'è traccia.

Due le cose certe a oggi: i cancelli sbarrati del complesso termale, e la richiesta da parte dei legali della proprietà di una proroga sulle scadenze previste. Cosa accadrà? Il Comune concederà ulteriori tempi alla proprietà che è intenzionata a proseguire i lavori? Lo sapremo a metà mese. Intanto va avanti l'inchiesta dell'Ispettorato del Lavoro di Grosseto a seguito della denuncia di alcuni operai di Marcianise i quali avrebbero lavorato in nero e senza ricevere alcun compenso all'interno del complesso termale.

La proprietà respinge ogni addebito, scaricando la responsabilità sulla ditta del casertano incaricata dei lavori di ristrutturazione. Ma l’indagine va avanti, i lavori per ora no.

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