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Quattro ore di ritardo nel giorno dei rincari

Quattro ore di ritardo nel giorno dei rincari

GROSSETO. La beffa del primo giorno. Tre ore e 30 di ritardo, decine di chilometri al traino di un rimorchiatore, e pendolari infuriati per la sproporzione qualità/prezzo, costo e qualità dei servizi....

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GROSSETO. La beffa del primo giorno. Tre ore e 30 di ritardo, decine di chilometri al traino di un rimorchiatore, e pendolari infuriati per la sproporzione qualità/prezzo, costo e qualità dei servizi. «Proprio un bell’inizio», sbotta una viaggiatore di Grosseto riferendosi a una grottesca coincidenza.

Nel giorno (cioè ieri) in cui sono scattati gli aumenti dei treni regionali in base al reddito - il 20% in più per gli abbonamenti a chi certifica un reddito Isee superiore a 36mila euro, il 10% in più per i biglietti singoli - sono piombati guasti e ritardi record. La mattina campale si è consumata sui binari della tratta Tirrenica. Sul regionale 3130 erano un centinaio di viaggiatori tra cui decine di maremmani diretti a Livorno, Pisa o Lucca (andavano a lavoro, all’università o a Lucca Comics): il convoglio avrebbe avuto un guasto al pantografo o al motore tra Quercianella e Rosignano.

Era partito alle 6,57 da Grosseto; doveva arrivare a Livorno alle 8,10 ma ha raggiunto il traguardo solo alle 11,45. Invece che un’ora e 13 minuti di viaggio, 4 “infernali” ore e 50 minuti, durante le quali la linea è stata interrotta, tre convogli regionali sono stati soppressi e sostituiti da autobus. Verso le 9,30 la circolazione ha ripreso su un solo binario con rallentamenti a catena sulla tabella oraria; intorno alle 11,20 un locomotore diesel ha raggiunto e agganciato il treno guasto trainandolo per decine di chilometri, a passo di lumaca, fino alla stazione di Livorno dove, secondo Fs, savrebbe dovuto arrivare con 200 minuti di ritardo sul previsto mentre ha accumulato ulteriore ritardo. Il capotreno ha sì provato a tranquillizzare i passeggeri spiegando che, con tutta probabilità, si trattava della rottura di un pantografo, ma i viaggiatori erano infuriati. Un testimone ha riferito che, nel buio della galleria, si sarebbe avvertito un forte rumore di ferraglia e avvistato una grande quantità di scintille; altri non hanno confermato la versione né avvertito la percezione del pericolo, quanto accusato un disagio enorme dovuto all’eccezionale ritardo. «Una vergogna», racconta una grossetana infuriata che lavora a Livorno». Mentre la pizzichiamo al telefono, lei è sempre sul treno: è partita prima delle 7, e sono quasi le 12. «E pensare che oggi (ieri, ndr) ci hanno anche aumentato le tariffe: chiedono sempre più soldi e condannano a questi calvari». Rallentamenti del regionale a parte, l’intera linea tirrenica ha avuto contraccolpi. I treni veloci hanno avuto un ritardo di circa un’ora tra La Spezia e Roma; 50 minuti per un convoglio tra Milano, La Spezia, Livorno e Roma; altri ancora 60 minuti.

Elisabetta Giorgi

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