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Landi sta con Bersani «Ma vorrei dicesse alcune cose di Renzi»
Il sindaco di Arcidosso col segretario ma punta a un Pd unito E sulla crisi amiatina: «Vogliamo un incontro in Provincia»
ARCIDOSSO. «Mi aspetto che Bersani faccia un guizzo e che non giochi in difesa. Ma la sua serietà e l’esperienza mi convincono ad essere un bersaniano, per il quale vorrei un pizzico di innovazione in più. Ci sono cose che dice Renzi che vorrei sentir dire da Bersani».
Anche il sindaco di Arcidosso Emilio Landi, è come il sindaco di Castel del Piano Franci e di Santa Fiora Verdi, fra quelli che pensano che «non si debbano buttar via anni di storia, ma che ci sia una grande voglia di rinnovare, di cambiare. Ma non di rottamare. Un cambiamento illuminato, che non sfascia la storia del PD».
Ma anche Landi, come Franci e Verdi e come i bersaniani dell’Amiata coordinati dalla giovanissima Cinzia Pieraccini, pensa che con uno sforzo, le buone idee di entrambi potrebbero dar vita ad un unico grande gruppo. Utopia, adesso, che i due leader Pd sono più che mai “l’un contro l’altro armati”. Eppure in Amiata, che pure è dentro alla tempesta che investe il partito alla vigilia delle primarie, sembra vi sia altro, di più importante e significativo.
Sindaco, dove sta precipitando la montagna?
«La questione è complessa. Siamo travolti dalla crisi generale. Se economicamente non riparte l’Italia restiamo strozzati anche noi La nostra rete di imprese, quelle nate dopo la chiusura delle miniere è al collasso. Anche le più grandi. È drammatica la situazione del versante senese con la gravissima crisi di Floramiata, Amtec, Nuova Rivart. E quelle aziende danno il pane a centinaia di famiglie di tutta la nostra montagna. Sì, ma anche la parte grossetana non ride. Le aziende vanno avanti con la cassa integrazione, con le ferie a turnazione. C’è chi chiude, c’è chi fallisce. È in cassa integrazione la manodopera della Fornacina, adesso in una sorta di stand bay, per la quale vi sono progetti di difficile soluzione, però, da parte di Grandi Salumifici Italiani. Si è mosso anche il comune di Santa Fiora, ma stiamo attendendo sviluppi».
Lei è presidente della Conferenza dei sindaci dell’Unione dei Comuni del versante grossetano. Cosa state facendo per questa situazione a livello comprensoriale?
«Vorremmo aprire una riflessione su questa situazione nella prossima Conferenza dei sindaci. Ne abbiamo parlato di recente anche col presidente Franco Ulivieri e siamo anche d’accordo con il consigliere Bovicelli che lo scenario è drammatico. Cominceremo con chiedere un incontro in Provincia per un confronto allargato su queste problematiche. Ci siamo incontrati di recente col Prefetto di Grosseto, che ci ha presentato la manovra del governo. Purtroppo è un pianto. Si continuano a diminuire le entrate per gli enti locali».
In questo modo coi tagli in corso come progettare anche un minimo di aiuti, di interventi? E la Regione cosa dice?
«Con la Regione stiamo parlando. Abbiamo in corso un progetto sulla riorganizzazione delle aree protette a cui si lavora da tempo. Ma soprattutto si sta cercando di riaprire un dialogo col versante senese della montagna». Vorreste tornare a un’unica Amiata dopo le risse del passato?
«Acqua passata, appunto. Ma in vista anche della nascita di un’unica provincia bisogna assolutamente non farci emarginare come entroterra. E dunque un territorio unito e compatto peserà di più certamente. Cerchiamo in tutti i modi di presidiare il nostro territorio. Con le unghie e coi denti».
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