Il Tirreno

Grosseto

«Antichi mestieri per i giovani» L’idea per il rilancio dell’Amiata

di Fiora Bonelli

La minoranza di Castel del Piano: «Formazione del lavoro agricolo ed artigianale contro la crisi» Frediani e Ginanneschi senza dubbi: «La montagna sta pagando scelte sbagliate da 30 anni in poi»

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CASTEL DEL PIANO. « Reinsegnamo ai nostri giovani gli antichi mestieri. Non risolverà la crisi della montagna, ma sarà un contributo a riorganizzare le maglie degli interessi dei giovani e dar loro qualche chanche».

La proposta arriva da Mariella Frediani e Sandro Ginanneschi della minoranza di Castel del Piano, di fronte ad un quadro economico-sociale della montagna, di forte difficoltà: «L’Amiata sta pagando oggi gli errori fatti in passato, le scelte sbagliate a cui le classi dirigenti che si sono susseguite in Amiata affidarono, 30 anni fa, il destino della montagna». Di fronte alle notizie drammatiche che riguardano il futuro delle principali imprese amiatine, la minoranza “Per un comune di tutti” di Castel del Piano prende posizione: «Si manifestano le crepe di un progetto industriale concepito con grandi limiti e grandi spese e sovvenzioni per quello che fu il progetto Amiata. E si manifestano oggi - aggiunge la minoranza - in un momento in cui i problemi sono difficilmente risolvibili a causa della gravissima crisi nazionale».

Cosa fare, dunque? La minoranza rilancia un’idea già espressa da tempo: riqualificare, con una formazione adeguata, il lavoro agricolo e artigianale. Lavori necessari e che invece oggi nessun giovane o quasi è in grado di fare: calzolaio e sarto, riparatore di piccoli elettrodomestici, elettricista, idraulico. Oppure, in agricoltura, dilischino (cioè togliere piccoli rami degli arbusti), innestatore tanto per dirne alcuni rarissimi da trovare.

Questi giovani si potrebbero costituire in gruppi e fornire il servizio di mestieri diversi. Manca tutta un’attività tradizionale della montagna, dicono quelli della minoranza, che la neonata Unione speciale dei comuni potrebbe favorire con l’organizzazione di corsi di formazione.

«Fra i motivi che anche la minoranza indica come prioritari per la crisi delle aziende amiatine, è la drammaticità della viabilità, con la strada del Cipressino che sembra segnata da una maledizione. Infatti, dopo che in molti ci speravano, è saltata la possibilità di un intervento della Provincia per il recupero dei tratti più accidentati e per favorire il quale era intervenuto con voto unanime pure il consiglio comunale di Casteldelpiano. E, fatto molto vicino ai bisogni degli imprenditori, la minoranza sposa la richiesta della Cna Amiata che ha chiesto alle amministrazioni comunali di abbassare l’Imu per i capannoni industriali e artigianali.

«La formula magica per risolvere la crisi, non c’è - commenta l’opposizione - ma ci sono piccole cose da fare, appunto, che potrebbero portare un po’ di sollievo ai lavoratori». E anche una sinergia e un coordinamento fra comuni appare una buona proposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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