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Sono attesi migliaia di ospiti un business da cinque milioni
GROSSETO. La caccia al cinghiale, in provincia di Grosseto, è anche economia. Si calcola che il giro di affari del movimento sia nell'ordine dei 5 milioni di euro. Di certo, nei prossimi tre mesi,...
GROSSETO. La caccia al cinghiale, in provincia di Grosseto, è anche economia. Si calcola che il giro di affari del movimento sia nell'ordine dei 5 milioni di euro. Di certo, nei prossimi tre mesi, assisteremo ad una migrazione di cacciatori dal Lazio e dal Nord per cacciare nei boschi dell'entroterra grossetano.
«Quello degli ospiti - spiega il presidente di Arcicaccia Claudio Sozzi - è un fenomeno consolidato che per alcune squadre, in passato, ha rischiato perfino di diventare un problema. Sono migliaia i cacciatori del nord Italia che chiedono ospitalità alle 148 formazioni iscritte ai registri della Provincia per cacciare il cinghiale nei boschi della Maremma, da Capalbio a Monterotondo. Arrivano da Mantova, Verona, Ferrara, Brescia, Bologna, Treviso, Bergamo, ma anche da Viterbo e Civitavecchia».
Si spostano una-due volte alla settimana, mettendo in moto un indotto che comprende dalla trattoria-albergo che accoglie con formule particolari, ai forni di paese che il mercoledì e il sabato raddoppiano la produzione di pane e schiacce. Solo per fare degli esempi.
La meta preferita dalle doppiette forestiere è il territorio delle Colline Metallifere, dove si concentra il maggior numero di squadre e di abbattimenti. Non si può parlare di turismo ma di un qualcosa che sfugge alle previsioni e alle regole della logica restituendo una boccata di ossigeno a diverse attività che da novembre a febbraio avrebbero il fiato corto.
Il capitolo ospiti riveste un'importanza non secondaria e, in passato, è stato disciplinato con attenzione, così da snellire un po' le pratiche, rendere più semplice l'accoglienza ed evitare spiacevoli dinieghi agli amici cacciatori della Padania che ogni anno bussano alle porte della Maremma. Sono cacciatori in gamba quelli che arrivano dal nord, carichi di entusiasmo e sempre rispettosi delle regole: a volte manca loro l'esperienza, ma qualcuno è riuscito perfino a farsi i cani buoni, seguendo i canai nostrani. Oggi in molte squadre diversi ex ospiti sono diventati soci, iscritti alle liste, integrati nel tessuto sociale. Il culmine delle presenze viene raggiunto ogni anno nel ponte dell'Immacolata e nelle vacanze natalizie; qualcuno porta anche la famiglia. (g.b.)
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