Il Tirreno

Grosseto

Lavorava sullo yacht in concorrenza col porto

di Pierluigi Sposato
Lavorava sullo yacht in concorrenza col porto

Il giudice conferma tre giornate di sospensione a un operaio di Cala Galera spa Fuori dall’orario di servizio aveva manovrato il natante di un petroliere

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GROSSETO. Era salito a bordo di Aum Aum di proprietà del presidente dell'Api, Aldo Maria Brachetti Peretti, per eseguire alcune manovre e prestare assistenza. Dov'è il problema? Il problema è che lui era dipendente della Marina di Cala Galera spa e che, anche se quelle operazioni era state eseguite fuori dell'orario di servizio, si configurava una questione di concorrenza all'interno del porto.

Il giudice del lavoro Antonella Casoli ha confermato la legittimità delle tre giornate di sospensione dal lavoro per un operaio oggi 60enne con 37 anni di anzianità nel settore, che aveva contestato il provvedimento disciplinare. Un provvedimento risalente all'estate del 2009 seguito poi dal licenziamento (questione estranea a questo procedimento). Un provvedimento preso dopo che i movimenti dell'operaio erano stati anche seguiti da un investigatore privato. L'operaio è stato anche condannato a pagare 1.800 euro di spese.

La società, rappresentata in giudizio dall'avvocato Raffaella Seravalle, gli contestava manovre di ormeggio e operazioni di assistenza tecnica ai meccanici di una ditta presente a bordo dello yacht. «Non è vero - aveva detto l'operaio - ero solo stato invitato dal proprietario a fare un giro a bordo». Il giudice ha però rilevato il corretto inquadramento del caso nell'ambito della concorrenza all'interno del porto. E i testimoni portati dall’operaio (in udienza è venuto lo stesso Brachetti Peretti) hanno riportato fatti incompatibili con la sua versione: non c'erano fini conviviali, l'operaio non si era trattenuto a parlare con il proprietario (quel giorno era a Roma) che pure è suo amico, quel giorno la barca (rimessa in mare dopo la pausa invernale) non era stata utilizzata per fare un giro di due ore. Uno dei testi ha spiegato di aver invitato l'operaio a salire in barca per aiutarlo a risolvere un problema con il motore jet, chiedendogli di interessarsi della fuoriuscita di liquido dal motore, e precisando che al termine l'uomo si era messo alla guida del mezzo, dal quale scese una volta terminato l'ormeggio. Lo stesso operaio ha detto di non poter escludere «di aver preso una cima in mano».

Ma quell'operazione è stata svolta in modo gratuito, ha argomentato ulteriormente l'avvocato Patrizia Maccari che ha assistito l'operaio. Non importa, ha sentenziato il giudice, perché «l'attività prestata dal ricorrente è inevitabilmente compiuta sfruttando le conoscenze tecniche acquisite per effetto del rapporto di lavoro ed è economicamente rilevante ponendosi in evidente competizione con i servizi a pagamento resi dal datore di lavoro con ogni conseguenza in termini di mancato guadagno dell'azienda». Legittima quindi la sospensione di 3 giorni, tenuto conto che con la violazione del patto di non concorrenza può arrivare a giustificare anche il licenziamento.

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