Discoteca nel circolo, patteggia 38 giorni
Al Colibrì erano scattati anche i sigilli dopo gli accertamenti di polizia e vigili del fuoco sull’agibilità
GROSSETO. Si è conclusa con un patteggiamento da 8 giorni di arresto e 60 euro di ammenda la vicenda delle irregolarità riscontrate dalla polizia di stato al circolo Arci "Colibrì Club" di Istia d'Ombrone, per il quale nell'estate 2011 erano anche stati apposti i sigilli. Quest'ultimo procedimento era stato oggetto di un distinto procedimento penale, la cui sentenza è recentemente passata in giudicato.
Elisa Pocceschi, 31 anni, di Grosseto, presidente pro tempore del circolo, era imputata sostanzialmente di aver trasformato abusivamente quel locale in una discoteca. In particolare, la Procura della repubblica contestava l'apertura abusiva di un luogo di pubblico spettacolo in violazione delle norme del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza: un luogo di trattenimento e ritrovo in cui veniva emessa musica, come recita l'imputazione, mediante postazione dj e area appositamente adibita a ballo. Una destinazione priva dell'osservanza delle prescrizioni delle autorità in materia di incolumità pubblica. Non c'era insomma l'agibilità, come contestato dal pm Stefano Pizza. I fatti accertati risalivano alla fine del luglio 2010.
La polizia di stato aveva effettuato una consistente serie di riscontri, articolati in due fasi. Prima aveva raccolto sul web (su Facebook in particolare) gli avvisi diffusi in merito alla pubblicizzazione delle feste. Poi si erano appostati nelle vicinanze del circolo in località La Vigna e avevano effettuato una serie di riprese delle auto dirette agli appuntamenti.
Tali accertamenti erano entrati a far parte del fascicolo del dibattimento ma non hanno costituito materia del processo dal momento che l'imputata, assistita dall'avvocato Riccardo Lottini, ha preferito non discutere le contestazioni, che in aula erano mosse dal viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi. Il difensore ha chiesto e ottenuto dal giudice Compagnucci la continuazione con l'altra sentenza (del maggio scorso) che riguardava analoghe contestazioni, relative però all’estate 2011, quando era scattato il sequestro. Quel giorno, polizia di stato, municipale e vigili del fuoco avevano identificato 337 persone. Nel locale si alternavano attività di ristorazione (d’inverno) e da ballo (d’estate): quest’ultima definita irregolare.
Complessivamente, dunque, adesso la pena è di 38 giorni di arresto e 200 euro di multa. La pena è stata sospesa.
Pierluigi Sposato
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
