Il presidio
Viadotti sul demanio la Provincia chiede 142mila euro all’Anas
GROSSETO. In tempi duri, di tagli e fondo del barile da raschiare, capita anche che un ente pubblico si ritrovi a chiedere i soldi allo Stato. Insomma al superiore. È il caso della Provincia, che da...
GROSSETO. In tempi duri, di tagli e fondo del barile da raschiare, capita anche che un ente pubblico si ritrovi a chiedere i soldi allo Stato. Insomma al superiore. È il caso della Provincia, che da mesi è in caccia di arretarati dall’Anas per aver costruito ponti e viadotti sul demanio idrico del suo territorio.
È di oltre 140mila euro, per l’esattezza 142.353, l’importo che la Provincia grossetana ha stimato con una determina datata 15 ottobre dell’area Pianificazione territoriale. Una somma che a quanto pare gli uffici stanno cercando di recuperare da diversi mesi, almeno da marzo, ma senza che l’Anas, acronimo di azienda nazionale autonoma delle strade e delle autostrade, di proprietà statale, abbia risposto in un senso o nell’altro.
Insomma, la Provincia che chiede soldi allo Stato e lo Stato che fa finta di niente o per lo meno non ritiene di essere debitore. Per farlo, l’ente maremmano si appella al regio decreto numero 523 del “testo Unico sulle opere idrauliche”, il Regio decreto 1775 del 1933, “testo unico su disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici”, oltre al decreto legislativo 112 del 1998 in materia di attribuzione agli enti locali dei compiti di urbanistica e pianificazione territoriale, protezione della natura e dell’ambiente, risorse idriche e difesa del suolo, oltre che in materia di demanio idrico.
Perchè la questione sta proprio qui: la Provincia, dopo un’accurata ricognizione delle opere che gravano sul demanio provinciale, messe in atto dall’Anas, «ha trasmesso all’azienda statale le schede sinottiche e la catalogazione degli attraversamenti stradali». L’Anas per quelle opere deve pagare un canone, sostiene la Provincia.
Si tratta di ponti, viadotti che si trovano sia sull’Aurelia, quindi la superstrada che collega Grosseto fino al confine con Livorno e con il Lazio, che la stessa Grosseto-Siena, ovvero la statale 223. In totale sono 110 i ponti e i viadotti calcolati dai tecnici della Provincia: 58 sulla Statale 1 e 42 sulla Grosseto-Fano.
La somma come detto, un sollecito di pagamento per gli anni compresi tra il 2006 e il 2012 (una media di 20mila euro annue), è di 142.353 euro. Per ora dall’Anas nessuna risposta, nonostante diverse raccomandate datate 14 marzo 2012.
«Considerato che nelle due note era rilevato che la Provincia avrebbe proceduto alla messa a ruolo, con l’aggiunta degli interessi di mora e aggi esattoriali per il recupero coattivo di quanto dovuto, trascorso inutilmente il termine di 15 giorni dalla notifica delle raccomandate stesse», e visto che a metà di ottobre ancora l’Anas non ha risposto, il servizio Uso del territorio ed energie rinnovabili ha «provveduto all’esecuzione della procedura di messa a ruolo coattiva, trasmettendo gli atti a Equitalia Servizi».
Equitalia tra i due duellanti, come spesso accade. E chissà quanta acqua passerà ancora sotto i ponti...
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