In forse la nuova caserma in via Nenni
Lo Stato razionalizza: l’amministrazione comunale a caccia di idee per non lasciare vuoto lo stabile in costruzione
FOLLONICA. La nuova caserma di via Nenni non rimarrà vuota. Ancora incerto il destino dell’edificio che presto sarà consegnato all’amministrazione comunale di Follonica dall’impresa appaltatrice; i lavori sono oramai giunti al termine ma rimane un grande punto interrogativo: lo Stato darà o no l’approvazione per il trasferimento della tenenza dell’Arma (che poi vista la dimensione del complesso dovrebbe diventare un comando) da via Bicocchi? Il processo di revisione della spesa messo in atto dal governo Monti ha i suoi risvolti anche a Follonica, i progetti pianificati prima dell’arrivo alla direzione del Paese dei tecnici vacillano e poco si sa del loro destino. Così pure sul destino della caserma dei carabinieri a oggi non ci sono certezze. Al momento della posa della prima pietra il Comune aveva previsto che quella struttura ospitasse il comando dell’arma: il canone pagato dallo Stato e l’aggiunta di denaro da parte dell’amministrazione dovevano servire a pagare il leasing alla banca, in totale 420 mila euro annui per venti anni, per un totale di 8 milioni e 400mila euro. Dopo quel lasso di tempo il Comune sarebbe diventato definitivamente proprietario della caserma. I primi due anni come già stabilito saranno interamente a carico dell’amministrazione, e dopo? La questione adesso è, se lo Stato deciderà di lasciare i carabinieri dove sono adesso, allora come farà il Comune a reperire quel denaro utile a sanare il leasing?
L’obiettivo dell’attuale amministrazione è quello di portare a termine il percorso intrapreso con lo Stato, in via Nenni il nuovo comando dell’Arma liberando lo stabile di via Bicocchi, ma nell’eventualità che ciò non fosse possibile allora gli uffici stanno già programmando un piano alternativo. Quale? Innanzitutto verificare la disponibilità della banca che ha reso possibile il leasing ad un progetto differente, che magari potrebbe portare ad un restringimento dei tempi per il versamento del debito, invece che in vent’anni quel denaro potrebbe essere dato prima all’istituto di credito. Per rintracciare quei soldi un’ipotesi potrebbe essere quella di liberare un immobile di proprietà comunale, venderlo e trasferire nel nuovo complesso ciò che trovava spazio in quello alienato. Un esempio? Spostare gli uffici che oggi hanno sede nel palazzo comunale di largo Cavalotti, alla 167 Ovest. Per ora però l’intento del Comune è di riuscire a concludere un accordo con il Ministero dell’Interno, ma visti i tempi che corrono avere già pronta un’alternativa è fondamentale per non ritrovarsi poi con una struttura dal valore di 8 milioni di euro da pagare e per di più inutilizzata e l'amministrazione non vuole farsi trovare impreparata qualora i suoi intenti non andassero a buon fine e le opzioni sono tante.
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