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La Pro Loco va all’attacco del Comune
Non piace il nuovo regolamento deciso dal consiglio: vogliono affossare la nostra attività
CASTIGLIONE. È un attacco a tutto campo quello lanciato dalla Pro Loco di Castiglione: verso il Comune che ha deliberato una serie di regolamenti ritenuti dall’associazione a dir poco ristrettivi, e che limiteranno il lavoro della stessa Pro Loco nell’organizzare eventi. E contro una sedicente “Onlus”, vista come il fumo negli occhi sempre dai vertici della Pro Loco, tanto da chiedere dove vadano a finire i soldi incassati dai vari mercatini organizzati durante la stagione. A puntare il dito e “scagliarsi” violentemente contro i nuovi indirizzi voluti dall’amministrazione cittadina, è Angiolo Rumeni il neo presidente della Pro Loco, ritornato in sella dopo le ultime elezioni: la sua è una lettera di fuoco, mandata alle redazioni, che non lascia molto scampo all’immaginazione. Scrive Rumeni: «Una volta facevamo le caldarroste, la fettunta (o se preferite la bruschetta), il vino novello, il vino speziato e qualche salciccia in cambio di qualche spicciolo. Tutto questo come festa aggregativa di paese, come viene fatta in tutti i comuni d’Italia, un modo per ritrovarsi e per dare un po’ di vitalità a Castiglione ora che da novembre in poi di turisti ce ne saranno pochi. Ma… ci è pervenuta in questi giorni la delibera del consiglio comunale in base alla quale vengono invitate le associazioni a stilare un programma annuale per le “manifestazioni con somministrazione temporanea di alimenti e bevande”. Ebbene, c’è una postilla ritagliata proprio per noi: “Le manifestazioni di tipologia D, organizzate dalla Pro Loco, in quanto consistenti in degustazioni gratuite di prodotti, sono inserite nel calendario con mera funzione conoscitiva. Non sono consentite manifestazioni nei periodi delle festività natalizie e pasquali e nei primi sei giorni di ciascun semestre (cioè dal giorno 1° al 6 maggio e dal 1° al 6 novembre)”. La Pro Loco e la cittadinanza ringraziano». Poi il presidente diventa sarcastico: «Però non disperate. I mercatini di chincaglieria che ci siamo sorbiti per le “Piazze d’Europa”, a giugno, a luglio a agosto a settembre e nelle tre notti bianche, quelli continueranno ad esserci. Ma quella associazione che si autodefinisce “Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) a cui fanno capo i mercatini e che ci vengono propinati con una costanza disarmante, ha titolo per avere dal Comune questi spazi? I lauti guadagni di questa “Onlus” che fine fanno?».
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