Il maxi impianto dei rifiuti per trattare l’organico
Alle Strillaie dalla lavorazione dell’indifferenziato si produrrà combustibile Grazie alle dimensioni la società Futura ha abbattuto i costi di smaltimento
GROSSETO. Otto anni, dall'appalto dei lavori, in realtà appena poco più di 3 anni, da quando i lavori sono iniziati, il 30 marzo del 2009: l'impianto di trattamento dei rifiuti realizzato alle Strillaie dalla società Futura spa, nata dalla cordata di imprese guidata da Unieco, adesso è in funzione ed è uno dei più grandi in Italia, il primo e il più grande nel suo genere in Toscana: può lavorare fino a 147mila tonnellate di rifiuti annui e riceverà i rifiuti indifferenziati e la frazione organica della raccolta differenziata dei 28 Comuni maremmani.
Dalla lavorazione dell'indifferenziato – a regime ne sono previste 91mila tonnellate – sarà prodotto il ccs, quello che un tempo si chiamava cdr, combustibile derivato da rifiuti, e saranno separati i residui organici che, una volta resi inerti, diverranno materiale adatto per la copertura, in discarica, di quella parte residua di rifiuti che, in ogni caso, non potrebbe diventare ccs.
Quest'ultimo sarà avviato all'incenerimento, nel termovalorizzatore nel quale risulterà più conveniente inviarlo. Ed è chiaro che l'impianto di Scarlino è il principale candidato a smaltire il combustibile prodotto alle Strillaie. Altra linea di lavorazione, poi, è quella della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata: circa 27mila tonnellate a regime, per produrre compost di qualità. È questa una novità rilevante per il territorio grossetano, dal momento che non esistevano, in zona, impianti per il trattamento dell'organico e i Comuni erano costretti a portarlo fuori provincia, e anche fuori regione, con altissimi costi di smaltimento e di trasporto. «Ci sono impianti in Toscana – spiega il presidente di Futura, Valerio Bertuccelli – che chiedono anche 80-90 euro a tonnellata, noi ne chiediamo 48». E dunque sarà un sollievo per le casse dei Comuni. Le polemiche e i ricorsi che hanno accompagnato e rallentato il percorso della realizzazione dell'impianto delle Strillaie sembrano ormai lontani decenni. Eppure Bertuccelli spinge molto sul ruolo che l'impianto può avere proprio per favorire la raccolta differenziata e soprattutto quella della frazione organica, che è poi quella che incide per circa il 35 per cento sulla raccolta complessiva. E non esclude nemmeno futuri sviluppi, per rispondere a un incremento della differenziata, ampliando le attività dell'impianto.
In ogni caso esclude che i livelli minimi di conferimento di indifferenziato possano andare a discapito della raccolta differenziata. «La messa a regime di questo impianto – ha detto Massimo Filipponi, amministratore delegato di Futura, comporterà notevoli vantaggi ambientali: si ridurrà la quantità di rifiuti destinati alla discarica e aumenterà la quota destinata a riciclo di materia e a recupero energetico. Sempre in tema di benefici ambientali – ha continuato Filipponi – Futura si è mossa per garantire una parte del fabbisogno energetico installando sui nostri tetti un impianto fotovoltaico di circa 800 kW di potenza».
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