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Grosseto

la vertenza

Niente stipendio per i lavoratori dell’ex Mabro

GROSSETO. Oggi doveva essere giorno di paga, per le vestaglie azzurre che hanno deciso di entrare in fabbrica dal primo giorno, di non incrociare le braccia come le donne che sono rimaste fuori dai...

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GROSSETO. Oggi doveva essere giorno di paga, per le vestaglie azzurre che hanno deciso di entrare in fabbrica dal primo giorno, di non incrociare le braccia come le donne che sono rimaste fuori dai cancelli. Entro il 10 ottobre, aveva assicurato Andrea Barontini alle lavoratrici, Abbigliamento Grosseto avrebbe pagato il saldo del mese di agosto. Poi sarebbe toccato a settembre, posticipato al 27 ottobre. Così avevano deciso i sindacati, Cisl e Uil, che però non hanno ancora messo la firma sull’accordo. Inutile, probabilmente, farlo ora. Le donne che sono al lavoro ieri hanno incontrato la proprietà. La manager Benedetta Bertellini ha spiegato loro che i soldi per saldare gli stipendi non ci sono. Parole che chi era fuori dallo stabilimento si aspettava. Parole che in qualche modo hanno fatto crollare il mondo addosso ai dipendenti che hanno dato fiducia all’azienda. «I lavoratori che sono andati comunque in fabbrica - dice Fabio Della Spora, segretario Femca Cisl - non hanno dimostrato fiducia, a questo punto hanno dimostrato fede. E la fede si professa in chiesa, non dietro le macchine da cucire». Il sindacalista della Cisl e quello della Uil, Roberto Franceschetti, anche lui segretario di categoria, qualche giorno fa lo avevano detto chiaro: se l’azienda non avesse risposto alla loro richiesta con l’accordo firmato, avrebbero seguito il volere delle lavoratrici. «E così faremo ora - dice Della Spora - ci consulteremo con chi è ancora al lavoro per decidere il da farsi. D’altra parte i dipendenti stanno andando al lavoro gratis e se le nostre iscritte e le donne che hanno varcato il cancello della fabbrica hanno ora il diritto di essere messe tutte in cassa integrazione e riscuotere quello che è loro dovuto».

L’accordo che i sindacati Cisl e Uil avrebbero dovuto firmare con la società riguardava il saldo dello stipendio di settembre, che sarebbe slittato al 27 di ottobre. «Oramai - dice Della Spora - è inutile anche mettere quella firma». Resta l’amarezza, ora. Ma anche l’incontro con l’assessore regionale Gianfranco Simoncini. (f.g.)

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