Gli archivi minerari trasferiti a Niccioleta
MASSA MARITTIMA. Gli archivi minerari arrivano finalmente nel Centro documentazione di Niccioleta. Ma il trasloco dalla sede attuale alla nuova dimora è più facile a dirsi che a farsi. Stiamo...
MASSA MARITTIMA. Gli archivi minerari arrivano finalmente nel Centro documentazione di Niccioleta. Ma il trasloco dalla sede attuale alla nuova dimora è più facile a dirsi che a farsi. Stiamo parlando di circa ventimila faldoni di documenti e ottomila mappe di gallerie di miniera, sparse un po’ ovunque sotto le Colline Metallifere. Una mole di materiale non indifferente, insomma, che tra trasloco e pulizia degli scaffali (calcolati in 600metri lineari necessari) costerà all’amministrazione comunale più di 20mila euro. Del resto, secoli di tradizione mineraria hanno bisogno di tanta, tantissima carta per essere raccontati e documentati. Già il febbraio scorso il Comune ha deliberato il trasferimento di tutto il materiale dalla sede attuale, da sempre considerata provvisoria, al nuovo Centro documentazione di Niccioleta, per lì rimanere. Un progetto approvato anche con il benestare del Geoparco Unesco delle Colline Metallifere. Ma tutta l’operazione ha necessitato di grande organizzazione. Tanto, da coinvolgere la Soprintendenza delle belle Arti di Siena, che ha fornito indicazioni ben precise affinché il materiale venga spolverato da degli esperti, considerato che è stato portato in magazzini di fortuna del Comune a partire dagli anni ’80 direttamente dalla miniere in corso di chiusura. Ma non solo: parte di questi faldoni, deve essere ancora ordinato da esperti archivisti. E questa sarà un’operazione da fare insieme al trasloco. In questo modo, il trasferimento è scandito da passaggi ben precisi. La prima porzione, formata da circa 80 metri lineari, verrà collocata sul pavimento, tappezzato per l’occorrenza, che subirà la prima fase di spolveratura per poi essere riordinato. A quel punto, sarà il momento per il trasferimento della seconda tranche e via di seguito fino al termine dei circa 340 metri lineari del materiale archivistico da riordinare. Un lavoro non da poco, come detto. Tant’è che l’amministrazione ha dovuto affidare i vari incarichi a ditte specializzate, dal trasferimento al riordino. Un’operazione da 23mila euro, completamente finanziati dal Geoparco. (a.f.)
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