Il Tirreno

Grosseto

il lutto

Muore il dottore degli scarlinesi Da trent’anni curava il paese

Muore il dottore degli scarlinesi Da trent’anni curava il paese

SCARLINO. Se lo era diagnosticato da solo, quando nel 2010 gli hanno trovato quella malattia. «Ho due anni di vita» aveva detto Emilio Diversi, 62 anni. La medicina del resto era la sua arte, messa a...

3 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. Se lo era diagnosticato da solo, quando nel 2010 gli hanno trovato quella malattia. «Ho due anni di vita» aveva detto Emilio Diversi, 62 anni. La medicina del resto era la sua arte, messa a disposizione della comunità scarlinese per trent’anni. E ci ha azzeccato anche questa volta. È morto ieri, a due anni di distanza, come aveva previsto. Uno choc per Scarlino, che ieri mattina si è svegliata con un altro lutto da dover sopportare, dopo quello di appena una settimana fa, con l’addio a Enio Zanaboni, assessore in carica e storico vigile urbano dello Scalo. «Se ne va un pezzo di storia» dice commosso il sindaco Maurizio Bizzarri, parlando di Diversi. In un piccolo paese come Scarlino (capoluogo) la gente si conosce tutta tra di sé. Tutta la popolazione diventa una famiglia e i ruoli diventano soltanto un soprannome. Tutti infatti conoscevano il suo nome, Emilio Diversi, ma nessuno lo chiamava così. Lui era “il dottore”. Era così che lo chiamavano gli scarlinesi, anche se lo incontravano al bar, o per la strada. Era arrivato in paese all’inizio degli anni ’80 da Orbetello, suo paese d’origine, come medico di base, alla guida della sua Lancia Beta Coupe. Da allora ha curato tutti a Scarlino, ma proprio tutti. Trentun anni di servizio come unico dottore, presente giorno e notte per i suoi pazienti. È così che Diversi è entrato nella famiglia scarlinese, trovando sempre più motivi per restarci. Su tutti, lei: sua moglie Lucia. «Il grande amore. – ricordano gli amici – sembravano sempre al primo giorno insieme, quando li vedevi». Insieme hanno dato alla luce due figli e si sono costruiti la loro nicchia nel paese. Con gli anni, “il dottore” è stato commissario della Croce Rossa locale, prima dell’attuale Alduvinca Meozzi, e presidente dell’Avis, soltanto per rimanere nel suo campo. Ma Diversi è andato oltre, abbracciando tutto della sua nuova famiglia. È diventato un contradaiolo, “il dottore”. Un biancoazzurro convinto, tifossisimo del Centro. Una passione che ha sfiorato quella per la Fiorentina, altro grande amore della sua vita. Era un appassionato Diversi. E un professionista. «Non è semplice andare d’accordo con tutti quando sei in un piccolo paese, avendo a che fare con tutta la comunità. – dice Bizzarri – Io ne so qualcosa, ma lui c’era riuscito». Conosceva bene il suo mestiere: «gli bastava uno sguardo per fare una diagnosi». Così ha fatto anche con sé stesso, due anni fa, quando ha visto bene che la malattia nel suo corpo lo avrebbe strappato alla vita. La sua corsa è finita ieri, una settimana dopo la morte di Zanaboni. Una botte enorme per una comunità come quella di Scarlino, che in sette giorni ha dato l’addio a due figure che hanno accompagnato la sua storia negli ultimi decenni. I funerali sono in programma per questo pomeriggio alle 15 nella chiesa di san Donato, per l’ultimo saluto al “dottore”. (a.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web