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In 200 alla marcia per la sopravvivenza di Floramiata
Decisa dai sindacati la riduzione dello sciopero a 2-3 ore Mps presenterà un piano per garantire una mensilità
PIANCASTAGNAIO. Più di 200 persone hanno partecipato alla marcia dei lavoratori di Floramiata, con partenza dai cancelli dell’azienda fra bandiere e striscioni. Tutte le maestranze erano in corteo, diventato il simbolo di una crisi gravissima, ma anche segno di una volontà di ripresa.
Erano in tanti ieri mattina a fianco dei lavoratori: il sindaco di Abbadia San Salvatore, i sindacati, l’assessore della provincia di Siena, i partiti (Rc e Pd), le forze dell'ordine con la polizia municipale. Una marcia faticosa, sotto un sole cocente, tanto che lungo la strada si sono rese più volte necessarie distribuzioni di acqua e risalita da parte di qualcuno ormai esausto sui mezzi predisposti.
Alle 10.30 c’è stato il ritrovo al campo di fiera di Piancastagnaio: alla ribalta pubblica le criticità, le richieste, le metodologie di lotta, le aspettative dei lavoratori e anche i contrasti rispetto all’azione da intraprendere a difesa del posto di lavoro, con un distinguo fra linea morbida (sollecitata in specie a livelli sindacali) e linea dura degli operai nel proseguimento dell’agitazione. Con la decisione, al momento, da parte dell’assemblea, di una mediazione fra le due posizioni, con l’obiettivo di portare a casa qualche risultato vitale.
In altre parole, prosegue lo sciopero, ma non con astensione di 4 ore come proponeva la gran massa degli operai, ma di due o tre ore, che paiono più opportune ai sindacati. Ognuno ha rivendicato il proprio ruolo ed impegno e l'importanza anche simbolica della marcia. Parole e solidarietà che vengono propinate da mesi ai lavoratori, che invece vorrebbero vedere fatti concreti e qualche buona notizia.
Da tutti è arrivata l’esortazione a proseguire la lotta per salvare i posti di lavoro e una realtà aziendale di grande risalto. L’assemblea, a questo punto, ha deciso, per votazione, quale fosse la forma di sciopero da intraprendere.
Due le proposte: i sindacati, a fronte di un rientro monetario previsto dal Monte dei paschi entro brevissimo tempo (ma non ancora avvenuto), hanno caldeggiato 2 ore di sciopero per non bloccare la produzione, mentre gli operai ne richiedevano quattro. La prima votazione per alzata di mano ha dato ragione agli operai che a maggioranza reclamavano quattro ore di sciopero. Una votazione che è stata la molla di un grande scompiglio generale, compreso il mugugno dei sindacati.
Si è resa così necessaria una nuova assemblea al teatrino comunale, verso le 12. In questa sede è stato assicurato e spiegato che il Monte dei Paschi garantirà una certa liquidità solo a fronte di una certa attività lavorativa, con conseguente spedizione di merce: Mps verserà al datore di lavoro l'equivalente della produzione per una mensilità di stipendi (non è ben chiaro, tuttavia, se il datore di lavoro verserà una mensilità per intero o 2 mezze mensilità pregresse).
La notizia non è di quelle di poco conto e quindi, anche se con perplessità e con insoddisfazione da parte dei lavoratori, è stata decisa una linea soft verso l'imprenditore, riducendo in sostanza lo sciopero da quattro a due o tre ore giornaliere.
Nella prossima assemblea di giovedì pomeriggio si saprà con certezza se questa liquidità sia o no realtà. Intanto anche l’imprenditore, sollecitato dallo stesso prefetto, sta per presentare un piano per salvare Floramiata. Secondo voci insistenti, dirà di avere bisogno di un partner.
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