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Rapina in farmacia con coltello e siringa Arrestato poco dopo

Rapina in farmacia con coltello e siringa Arrestato poco dopo

GROSSETO. Ha puntato la siringa e il coltello contro la farmacista: «Dammi i soldi!». E' scappato con il denaro contenuto nel cassetto, è stato visto da una donna che si era insospettita e che ha...

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GROSSETO. Ha puntato la siringa e il coltello contro la farmacista: «Dammi i soldi!». E' scappato con il denaro contenuto nel cassetto, è stato visto da una donna che si era insospettita e che ha preso il numero di targa, è stato arrestato dopo nemmeno due ore. «Scusa», ha detto alla farmacista che l'ha riconosciuto in caserma. E il bottino è stato recuperato.

Francesco, grossetano di 24 anni, ha deciso di mettersi per la prima volta nei guai con la giustizia sabato sera poco prima delle 20. Lo ha fatto indossando cappellino e occhiali avvolgenti e presentandosi alla farmacia comunale di via Civitella Paganico stringendo nella stessa mano un coltello e una siringa dal cappuccio rimosso. Verosimilmente la stessa siringa che aveva acquistato poche decine di minuti prima nella stessa farmacia, insieme a dell'acqua sterilizzata. Perché quello che Francesco ha messo in atto dovrebbe essere stato un piano studiato, almeno nell'arco di tempo compreso tra la prima "visita" (poco dopo le 19) e la rapina. Quando il giovane è entrato, nella farmacia in appoggio turno che stava per chiudere c'era solo la dottoressa: e non avrebbe dovuto comunque esserci nessun altro dei colleghi. E data l'ora, difficile che potesse esserci qualche cliente. Ha chiesto un collirio ma era soltanto una scusa. Perché subito dopo la farmacista si è vista puntare contro la lama di un coltello e l'ago di una siringa. Il giovane ha fatto il giro del bancone continuando a tenere la dottoressa sotto la minaccia delle due armi, senza che comunque queste venissero mai a contatto con il corpo. Voleva i soldi. Non ha ascoltato le grida delle dottoressa che gli intimava di andarsene. Ha anzi urlato più di lei. Voleva i soldi. Il grosso dell'incasso era già stato riposto altrove, nel retro della farmacia. Nel cassetto erano rimasti poco più di cento euro, tra banconote e monete. Francesco ha preso tutto ed è scappato.

Ma la dottoressa si è precipitata dietro di lui. Appena fuori, ha visto la ragazza che accudisce la vicina colonia felina. «Ho preso io il numero di targa», le ha detto. Non sapeva nulla della rapina ma i movimenti di quel giovane l'avevano insospettita già da prima. Anche perché via Civitella Paganico - una parallela di via Orcagna - si affaccia praticamente sui campi incolti nonostante che l'urbanizzazione sia già avanzata. Lì, dove ci sono solo laboratori e officine, deserti al sabato, è facile notare qualcosa di strano. Così per i carabinieri, subito avvertiti, è stato un gioco risalire al conducente di quella Skoda di colore bianco che si era allontanata a tutta velocità da via Civitella. Verso le 22 Francesco è stato portato in caserma. E poco dopo è arrivata anche la farmacista. I due si sono incontrati negli uffici. Lui ha chiesto scusa. Come una confessione. Meglio di una confessione. Un modo per prendere le distanze da un gesto che fino a poco prima verosimilmente non gli era mai appartenuto.

Pierluigi Sposato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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