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Province, bufera su Rossi «È un despota svogliato»

GROSSETO. «È il solito Enrico Rossi che, con l’atteggiamento del despota svogliato, scende in Maremma per dovere, per dare una pacca sulla spalla al territorio figliastro, alla terra di frontiera»: è...

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GROSSETO. «È il solito Enrico Rossi che, con l’atteggiamento del despota svogliato, scende in Maremma per dovere, per dare una pacca sulla spalla al territorio figliastro, alla terra di frontiera»: è pesante il commento del coordinatore provinciale del Pdl, Luca Agresti. Il riferimento è alle parole del governatore, che ha schiettamente ammesso di preferire Siena come capoluogo della futura area vasta della Toscana meridionale. Un concetto ribadito da Rossi anche venerdì sera, durante la Festa del piddì grossetano. «Rossi mette da parte una legge dello Stato – attacca Agresti, ricordando l’indicazione del governo che dava Grosseto avanti alla Città del Palio in quanto più popolosa – e vi antepone gli interessi del Pd. Tutto questo dando la misura di quanta poca forza esercitino caporali e sergenti della sinistra locale». Da Firenze il Pdl si aspetta altro: a cominciare da «decisioni rapide su funzioni e servizi che le nuove province dovranno offrire a cittadini e imprese». Sulla diatriba interviene anche Andrea Ulmi, consigliere della lista Lolini sindaco, che punzecchia: «La nostra amministrazione conta come il due di briscola con l’asso in tavola». Mentre l’altro Rossi, il consigliere comunale grossetano Fabrizio (Pdl) sul proprio profilo Facebook assicura: «Non permetteremo che non si rispetti la nostra città e la nostra terra». Tutto qui? Non proprio. Sì, perché tra le critiche e le richieste di maggiore attenzione verso le future competenze che dovranno avere le nuove province, c’è anche chi coglie un’osservazione passata in sordina. Nella sassaiola degli ultimi due giorni, portata avanti da autorevoli esponenti dello stesso partito del governatore, il Pd, c’è anche una proposta. È quella del sindaco Emilio Bonifazi che ha ventilato l’ipotesi di un’eventuale ingresso del capoluogo maremmano nell’area litorale, insieme a Livorno.

«Si pensi – spiega Luigi Colomba, di Buongoverno e socialdemocrazia – a cosa sarebbe una provincia che va dall’isola d’Elba a Grosseto: sarebbe un distretto turistico tra i più importanti d’Europa, con vantaggi per le imprese e per i cittadini. La strada non è certamente facile, ma se tutte le istituzioni maremmane e il mondo politico, economico e sindacale fanno blocco niente è impossibile. Ci auguriamo, perciò, che il presidente Marras si faccia promotore di un’iniziativa forte per coinvolgere tutto il mondo maremmano».

Maurizio Bernardini

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