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Ufficio postale, 300 firme per non chiuderlo
Il centrodestra di Sassofortino minaccia ritorsioni: «Siamo indignati, qui è l’unico presidio esistente»
SASSOFORTINO. Il centrodestra di Roccastrada ha raccolto più di 300 firme nella frazione di Sassofortino contro la chiusura dell'ufficio postale e minaccia di ritirare risparmi e deleghe economiche.
«La petizione - spiega Moreno Bellettini - è stata già inviata dal comitato al Ministero dello sviluppo economico, alla direzione regionale di Poste Italiane, alla direzione provinciale e per conoscenza al sindaco del comune di Roccastrada».
Secondo Bellettini la revisione degli uffici postali della Toscana ed in particolare della provincia di Grosseto, con la proposta di chiudere 33 sportelli postali, «lede in modo palese l'accordo tra Stato e Poste Italiane sulla funzione sociale del servizio postale giornaliero nei piccoli paesi montani e collinari, che senza questo presidio sarebbero ancora più emarginati e destinati a lento spopolamento».
«Quella di Poste Italiane - si legge nel documento firmato da 300 sassofortinesi - è una politica scellerata che, nel caso specifico, non tiene conto delle esigenze di oltre 1.000 abitanti». Bellettini mette poi in evidenza come a Sassofortino non ci sono caserme dei carabinieri, banche o scuole superiori, l'unico presidio dello "stato" e l'unico contatto con il resto del mondo è proprio l'ufficio postale. Qui, oltre all'attività ordinaria, i cittadini residenti, gli operatori economici, trovano anche servizi di banca investendovi i loro guadagni, i risparmi, le pensioni
«Queste funzioni - conclude il Comitato - hanno portato l'ufficio postale ad avere una resa economica notevole con milioni di euro depositati o investiti. Ecco perché siamo indignati dalla paventata chiusura dello sportello e chiediamo quindi al ministero competente, alla direzione regionale e provinciale di poste Italiane di soprassedere alla chiusura parziale o definitiva (decisa sulla carta senza nessuna logica) di un ufficio postale che oltre a svolgere una funzione sociale essenziale per il mantenimento e lo sviluppo del territorio, è certamente fonte di guadagno per Poste Italiane. Se Poste Italiane non recederà da tale decisione, non solo i cittadini firmatari, ma tutta la popolazione ritirerà tutti i propri risparmi e le deleghe economiche». (g.b.)
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