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Grosseto

Incendi, scarcerato “piromane”: confessò per salvare il fratello

Incendi, scarcerato “piromane”: confessò per salvare il fratello

È stato accusato di essere uno dei due piromani arrestati a Grosseto il fine settimana scorso ma oggi il gip lo ha scarcerato. In un'altra udienza è stato scarcerato anche l'altro piromane per cui il pm ha chiesto gli arresti domiciliari

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È stato accusato di essere uno dei due piromani arrestati a Grosseto il fine settimana scorso ma oggi il gip lo ha scarcerato. Al termine dell'udienza di convalida il gip ha liberato Valerio Acampora, 29 anni, incolpatosi per “coprire” il fratello Gianluca, 25. La sua confessione non era veritiera ma serviva a salvare dal carcere il fratello, vero responsabile dell'incendio lungo la strada del Cristo, un fuoco poco esteso e diverso da quelli, vasti e più drammatici scoppiati, nel fine settimana nelle pinete di Marina di Grosseto causando l'evacuazione di tre campeggi e 1.100 turisti. Peraltro, secondo quanto emerso davanti al giudice, quell'incendio sarebbe stato accidentale, non doloso. Gianluca Acampora - questo il racconto in udienza - si sarebbe fermato lungo la strada perchè gli era caduto il cellulare mentre la percorreva in motorino. E così, continua il racconto, mentre raccoglieva i pezzi del telefono sparsi sul terreno, si è acceso una sigaretta da cui è partito il fuoco alla vegetazione. Per lo spavento sarebbe fuggito, ma fu visto da due testimoni che presero la targa dello scooter. In serata, sabato, i carabinieri rintracciarono il mezzo dove a bordo c'era il fratello maggiore, Valerio, che poi, appunto, "confessò"' di essere l'autore del rogo per allontanare i sospetti dal fratello minore al quale era stata sospesa la patente. Il giudice lo ha scarcerato anche perchè il più giovane dei due fratelli ha ammesso ai carabinieri di aver dato lui fuoco alla vegetazione.

In un'altra udienza, lo stesso gip Valeria Montesarchio, ha scarcerato anche l'altro piromane arrestato a nord di Grosseto, domenica pomeriggio, dove quattro ciclisti lo bloccarono mentre dava fuoco al bosco di Cala Violina, presso Scarlino. Per Luca Alpini, 42 anni di Firenze, il pm ha chiesto gli arresti domiciliari ma il gip ha stabilito per lui l'obbligo di dimora nel capoluogo toscano. Anche in udienza il quarantaduenne, che dopo l'arresto ai carabinieri ammise di aver fatto «una cavolata», non ha dato spiegazioni al suo gesto. Il gip ha comunque convalidato entrambi gli arresti.

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