Il presidio
Timori e rabbia fra i turisti «Fateci tornare nel camping»
Reazioni contrastanti alla decisione di far evacuare le strutture a scopo preventivo Una ragazza della zona Rosmarina: «Mi sembrava che le fiamme entrassero dalla finestra»
MARINA DI GROSSETO. Sgomento e rabbia tra i 1300 evacuati dal campeggio. Intorno alle 18,30 - in una strada in pineta fuori dal campeggio Il Sole - è il marasma più totale: auto dei soccorsi, vigili del fuoco, Croce Rossa e forze dell'ordine a sirene spiegate incrociano gente in bicicletta che torna a dal mare e si ferma davanti all'ingresso del camping: i proprietari sbarrano la strada. Il telefono della reception squilla a ripetizione; l'addetta risponde a getto continuo, la gente fuori prova a rientrare. «Non ancora, ci hanno detto di no», risponde la donna.
Luca Cardelli di Montevarchi, vetrinista, è arrivato a Il Sole con moglie e figli il 1° agosto. Era sulla spiaggia quando sono venuti a chiamarlo i vigili del fuoco. «Ci hanno detto di spostare dal campeggio le nostre macchine: io la mia l'ho portata in paese». Le loro cose, invece, le hanno lasciate lì in fretta e furia: «giusto le auto ci hanno chiesto di spostare, forse perché era più pericoloso tenerle lì». Cardelli corre a piedi dal mare, più che può; ha già messo in sicurezza la propria auto: «Non so ancora dove dormiremo. Io vado a controllare se si può rientrare. Un caos».
Stefano Colapinto, milanese, controllore di volo all'aeroporto di Milano, altro ospite de Il Sole: «Sono qui in Maremma con moglie, figli e la nonna di 74 anni. Stavamo in spiaggia quando sono arrivati a dirci che c'era un grosso incendio, e che era meglio aspettare lì sul mare, senza rientrare». Loro sono rimaste lì mentre lui ha raggiunto il campeggio. Sbircia dentro, accanto a un gruppo che vuol capire dove andrà a dormire. «Fiamme qui dentro non ve ne sono - dice - il rischio più che altro era l'intossicazione da fumo, per questo ci hanno detto di stare fuori…». Paura? «Se devo essere sincero no - risponde - perché ci abbiamo fatto l'abitudine. Da quando siamo in Maremma è già il terzo incendio. Ora la speranza è che ci facciano rientrare, sennò dove andiamo?».
Sbotta una donna che arriva in bici insieme a marito e figlia: «Come facciamo a riprendere i nostri documenti? Abbiamo la carta d'identità, le chiavi della macchina - chiede lui all'addetta del campeggio - Possibile non riavere niente?». «Quanto è lontana la sua roulotte?» gli chiede chi sta all'ingresso; poi gli dà una mascherina verde di plastica antifumo, e lui entra.
I nervi sono tesissimi a metà della pista ciclabile che da Principina porta a Marina, fuori dal camping Cielo Verde dove - verso le 18 - vi è una sorta di raduno: almeno 300 persone arrivano dalla spiaggia nel piazzale accanto alla ciclabile, e si ammassano nel punto in cui solitamente un pulmino li riporta al Cielo verde. Un operatore del camping - in piedi sopra una moto - dà loro istruzioni. «Il fuoco non è nel campeggio - dice - ma siccome è importante, noi, coordinati dai vigili urbani e dai vigili del fuoco, abbiamo fatto una evacuazione preventiva». Le persone sono state invitate a restare sulla spiaggia, ma molti passano lo stesso e le mamme coi neonati in collo scalpitano. «Siamo a 3 chilometri dall'incendio. Io ho mia figlia piccola, non ne posso più di stare in spiaggia, vogliamo tornare dentro!».
Paura nelle primissime ore del pomeriggio anche in nella zona Rosmarina, dove è stato segnalato il primo rogo. «Mi sembrava che le fiamme entrassero dalla finestra - dice Margherita Serdino - Un vicino ha chiamato subito i vigili del fuoco ma ci siamo accorti che la squadra era già in strada. All’inizio ci siamo impauriti, anche perché le strade erano bloccate anche dalla gente che era scesa per vedere le fiamme».
(ha collaborato Alfredo Faetti)
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