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In arrivo cinque nuove farmacie private
È l’effetto della liberalizzazione voluta dal Governo Monti e che manda in subbuglio una categoria già strozzata dalla crisi
GROSSETO. Cinque nuove farmacie private apriranno a Grosseto in città e frazioni per effetto della liberalizzazione del settore voluta dal Governo Monti; norma che prevede, per effetto di calcoli compiuti in base alla popolazione residente, che sia aperta una struttura ogni 3.300 abitanti.
I nuovi arrivi - previsti forse per l’anno prossimo - sono dovuti al fatto che la liberalizzazione ha abbassato il rapporto con il quorum degli abitanti, per cui se inizialmente si doveva contare una farmacia ogni 4mila abitanti, ora la soglia si abbassa di 700 unità facendo proliferare le strutture. La nuova pianta organica delle farmacie grossetane - da 20 - ne prevede dunque 25.
I dati di riferimento stabiliti per il numero di cittadini sono quelli Istat relativi al 2010; i punti privilegiati saranno sedi commerciali, stazioni marittime e aeroporti. Nell’accordo raggiunto dal Governo si prevede che siano i Comuni, in accordo con l’ordine dei farmacisti, a decidere dove collocare le nuove farmacie tenendo conto in particolare delle esigenze dei residenti in aree “scarsamente abitate”. E così anche a Grosseto, dove in base ai criteri in questione il Comune di Grosseto ha deciso quali saranno i punti strategici per le nuove sedi: via Castiglionese, Barbaruta, Casalone, San Martino e Marina di Grosseto. Le cinque strutture saranno messe a gara, i privati faranno le offerte: il bando è regionale. Chi lancia l’offerta migliore in base ai titoli si aggiudica la struttura. Per il Comune cambieranno alcune cose.
«Se prima - dice il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi - quando veniva aperta una farmacia privata c’era la possibilità che l’altra fosse pubblica, con l’ente pubblico che per alternanza poteva esercitare il diritto di prelazione, ora queste nuove saranno tutte solo private». I tempi? Non si sa ancora, ma «si può dire che dall'anno prossimo Grosseto avrà 5 nuove farmacie». Dunque nessun’altra struttura comunale in arrivo, mentre aumentano quelle private che però si troveranno a fare i conti con alcune questioni di fondo, inclusa qualche “piccola” eredità in sospeso dal passato.
Mentre si deve pensare alla nuova pianta organica, infatti, la vecchia pianta organica non è ancora definita. A Grosseto c’è una farmacia privata che, andata a concorso e aggiudicata sul vecchio piano, non è mai stata aperta. E mentre le nuove creature si affacciano sul mercato, la categoria lamenta una certa insofferenza.
Se la ratio statale è quella di immettere più farmacie per rilanciare economicamente il Paese, assicurare nuovo personale da assumere e consentire una maggiore concorrenza facilitando l’accesso degli esclusi, non così la pensano vari farmacisti privati, che lamentano il calo di introiti e scalpitano. Strozzati dalla crisi, molti di loro hanno parlato - in queste settimane - di un devastante calo di fatturati; non solo per via della crisi ma anche per via - secondo loro - di una politica dell’Asl che ha delegato una parte sostanziosa della vendita dei farmaci ai presìdi di distribuzione diretta. Il malcontento è esploso pubblicamente a colpi di esposti e querele dall’una all’altra parte. E ora, con la liberalizzazione statale, si teme un altro colpo durissimo e che i nuovi ingressi non riescano a sopportare oltre il mercato in crollo. C’è chi teme di chiudere bottega. «Rispetto alla crisi che stiamo vivendo su più fronti - dice Carlo Ronconi, presidente dell’associazione farmacisti non titolari - forse questa possibilità di aprire nuove farmacie poteva essere fatta in altro momento. Non sarà facile uscire indenni». «Sarà una situazione molto difficile» anche per Paolo Fadini, della farmacia san Giuseppe, per il quale «forse il vecchio quorum dei 4mila abitanti andava bene: così ci saranno meno opportunità, meno qualità di lavoro», e non certo più posti di lavoro com’è nello spirito della norma, ma forse meno persone al banco per colpa di una crisi che potrebbe costringere a chiudere.
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