Il presidio
Il Comune chiede l’Imu ai gatti Tassata la colonia felina
Insorge l’associazione non profit che la gestisce L’amministrazione non ha pagato le spese di sterilizzazione
FOLLONICA. A Follonica anche i gatti pagano l’imposta comunale sugli immobili. L’amministrazione chiede 8mila euro di Imu per una colonia felina gestita da un’associazione di volontari. Si usa dire che nella vita ci sono solo due cose certe, una di queste è rappresentata proprio dalle tasse e pare che come per gli umani tale detto sia valido pure per i gatti: anche a un gruppo di animalisti no profit che si occupano da anni dei gatti randagi di Follonica è arrivata la cartella tributaria da pagare al Comune. L’Imu non fa sconti a nessuno, neppure all’associazione Amici di Mariella che si prende cura dei mici senza famiglia portandoli e accudendoli all’interno di un terreno privato in località Mezzaluna. «Da anni - spiega il presidente del gruppo Ameris Bonelli - vigili, carabinieri, amministrazione si sono serviti della nostra collaborazione volontaria e hanno portato nel nostro terreno privato gatti incidentati, malconci, cucciolate che cittadini e turisti segnalavano. Nessuno per anni si è mai occupato della sterilizzazione delle colonie feline se non noi a cui spettava un rimborso che poi l'amministrazione non ha più liquidato». Un punto di appoggio insomma anche per le autorità che una volta ritrovato un randagio sapevano a chi darlo in affidamento. Non è affatto semplice catturare un gatto per sterilizzarlo: ci vuole tempo, cibo per attirarlo, antibiotico e cure per tre giorni per lo meno prima di lasciarlo nuovamente libero. Così come ci vuole impegno per badare ad animali spesso malati o abbandonati e per questo non abituati a vivere in una colonia. Compiti questi che i volontari degli Amici di Mariella hanno sempre svolto con amore. Adesso però questa richiesta dell’amministrazione proprio non va già al gruppo. «Ora il Comune - continua il presidente - che fra l'altro ci deve pagare due anni di arretrati di rimborsi relativi alle sterilizzazioni, ragion per cui non ci siamo più resi disponibili a farle, vuole 8mila euro di Imu per il terreno di cui si è servito finché ha fatto comodo. I soldi richiesti sono dovuti soprattutto per i rifugi costruiti per i gatti. Invitiamo tutti a venire e constatare che non sono ville o residenze lussuose, ma ripari dove piove spesso, ma che danno un pò di sollievo ai nostri gatti quando fa veramente freddo». L’associazione non ha questi soldi, tirando avanti con donazioni e dovendo badare a ottanta gatti. «Siamo sicuri che tante ville o case costruite per una finalità ed utilizzate per altro pagano così tanto? Dobbiamo mostrare le foto dei rifugi dove vivono effettivamente gatti che sono piene di cucce e non sono residenze affittate a migliaia di euro spesso non in modo del tutto legale?», conclude la signora Bonelli. Una dichiarazione che fa riferimento alle tantissime seconde case presenti nel territorio follonichese, che d’estate vengono date in affitto a prezzi non proprio calmierati. La richiesta di aiuto c’è, ora sta al Comune rispondere.
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