Il Tirreno

Grosseto

Qualità e tutela della biodiversità così La Selva eccelle nel mondo

di Sabino Zuppa
Qualità e tutela della biodiversità così La Selva eccelle nel mondo

Nata quarant’anni fa per l’intuizione di una famiglia tedesca, con il tempo è cresciuta e ora eccelle nella produzione di pesto biologico, ortaggi e sette milioni di vasetti di pomodori all’anno

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ORBETELLO. La ricerca della qualità e la tutela della biodiversità in agricoltura sono due elementi che pagano e ne è un chiaro esempio l’azienda bioagricola La Selva di San Donato, nel comune di Orbetello, dove le scelte e la storia della vita del proprietario Karl Egger hanno generato un ciclo economico che è in continuo progresso e che, anche in piena crisi, riesce ad avere cifre quasi incredibili.

Un fatturato per l’anno 2011 di 7.3 milioni di euro che, in base alle proiezioni del primo semestre 2012, è annunciato in ulteriore incremento di quasi un 20% su base annua. E in questo viaggio del Tirreno, tra coloro che dispensano ottimismo anche in un periodo nero come quello attuale c’è anche un tasso di occupazione in continua crescita: adesso la forza lavoro conta più di 80 dipendenti.

Un’attività nata quasi per gioco, la bellezza di 40 anni fa quando Karl Egger, cittadino tedesco che possedeva una casa per le vacanze a Talamone, decise di comprare 7 ettari di terreno nella zona di San Donato, solo per il gusto di fare l’orto e produrre la frutta per sé e per gli amici: «Il sapore di un prodotto biologico non teme paragoni – spiega Carlo il tedesco, come tutti lo chiamano – ed io ho cercato di seguire questa difficile strada consapevole che, altrove, l’agricoltura va verso la distruzione con una continua ricerca di una riduzione dei costi di produzione i quali, oltre a tagliare la qualità e la genuinità dei prodotti, causano un eccessivo sfruttamento del terreno che alla lunga non risponde più alle aspettative degli agricoltori».

Dopo la fine della mezzadria, nel 1977, Karl Egger acquistò poi il podere n. 34 di San Donato, altri 20 ettari che i coloni dell’azienda agricola di quei tempi non vollero riscattare, per la posizione particolare: ma dopo un’opera di ristrutturazione e dopo il successivo acquisto del podere la Selva e dell’Origlio, ceduti dai Vivarelli-Colonna, oggi l’azienda biologica attuale consta di circa 450 ettari, quasi tutti coltivati o soggetti ad una rotazione nel loro ciclo di sfruttamento.

Sì proprio così, perché il segreto della riuscita di un’azienda biologica è la creazione della fertilità del terreno, grazie allo sfruttamento di tutti gli scarti ed all’uso di sole essenze naturali per la difesa fitosanitaria: «Alla base della nostra attività agricola – continua Egger – c’è una continua rotazione delle colture, c’è l’uso costante della pratica del sovescio per la concimazione e soprattutto c’è la produzione in azienda di un compost che sfrutta il letame dei nostri allevamenti e tutti gli scarti delle potature e delle falciature: il vino e gli ortaggi hanno un altro sapore, se si attua una pratica del genere».

Il rispetto dell’ambiente è dunque la base di partenza dell’idea del produttore e la tutela della biodiversità si attua anche tramite azioni che potrebbero sembrare solo complementari ma rivestono grande importanza: l’impianto di barriere frangivento che riparino i terreni coltivati, la creazione di quattro laghetti che favoriscono anche il proliferare delle specie anfibie, l’apposizione di 120 casette per gli uccelli, in collaborazione con un gruppo di ornitologi grossetani sono solo alcuni degli elementi che rientrano in un sogno partito negli anni ’70. È chiaro che il successo di una tale struttura va di pari passo con l’incremento dell’interesse per il biologico che pervade la società moderna : «Almeno il 20% della popolazione cerca la qualità e noi ci rivolgiamo a questa fascia di consumatori. I nostri costi ed anche in nostri prezzi sono più elevati dell’agricoltura convenzionale, ma il risultato è diverso, anche perché molti dei nostri clienti seguono anche l’etica dell’azienda». Tutti i dipendenti della Selva sono, infatti, persone della zona in modo da creare un team affiatato che sia competitivo su tutti i mercati internazionali. La maggior parte della produzione prende la via della Germania, quasi il 70%, grazie anche alla collaborazione con Allnatura-Bioselection, un gruppo specializzato in prodotti biologici che consta di 70 punti vendita in terra tedesca e che assorbe il 50% della produzione. Ma anche altri mercati esteri sono aperti: il Giappone con 3% e gli Stati Uniti d’America dove va gran parte della produzione del vino. In Italia rimane il punto vendita aziendale, a San Donato, con i prodotti freschi. Naturalmente l’elemento fondamentale è la trasformazione degli stessi, ancor prima della commercializzazione: «Abbiamo dei laboratori di trasformazione all’avanguardia, dove lavoriamo ortaggi, pomodori (7 milioni di vasetti), e soprattutto il basilico. Siamo i maggiori produttori mondiali di pesto biologico e lavoriamo ogni estate 100 mila chili di foglie che vengono raccolte, pulite e triturate proprio qui alla Selva». Oltre a questo l’attività dell’azienda riguarda anche l’agriturismo, in due strutture della proprietà ed il vino che interessa il 10% del fatturato: la cantina è decentrata a Magliano e produce circa 180.000 bottiglie di vino rosso e 20.000 di vino bianco che sono stivati in una spettacolare zona scavata sottoterra che ne preserva qualità e sapore. Manco a dirlo sono numerosi i riconoscimento da parte delle “authority del gusto”: anche per il 2011 varie menzioni sulla guida vini dell’Espresso, su quella del Gambero rosso cui si aggiungono tutti i riconoscimenti degli organi di controllo a tutela del “Bio”, soprattutto in territorio tedesco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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