Sconti per far ripartire l’economia di Fenice
Dopo il maxi incendio che ha devastato Capanne è difficile una stima dei danni E un imprenditore propone: «Maneggi gratis e niente tassa di soggiorno»
FENICE CAPANNE. Gli alberi che ricoprono le colline sono color bronzo, ma senza raccontare un autunno alle porte, bensì un disastro.
La terra ha varie sfumature che vanno dal nero al grigio cenere, estendendosi ben oltre l’asfalto che taglia il paesaggio. A livello visivo è indubbio che Fenice Capanne, piccola frazione di Massa Marittima, ha subito un duro colpo.
Sono passati esattamente venti giorni dal maxi incendio che ha spazzato via quasi 130 ettari di pineta (anche se la superficie interessata è ancora da misurare con precisione). «I clienti quando arrivano restano un po’ sorpresi di quel che vedono, ma noi li “coccoliamo” e riusciamo a cavarcela», spiega Iuri Barontini, che a Capanne ha un’attività ricettiva. «Ma la roba bruciata è ancora là per terra».
Si possono fare due bilanci dell’incendio, il secondo più grande di tutta la Toscana in questo 2012, dopo quello di Verniano, a Colle Val d’Elsa.
Il primo è quello materiale. Di significativo sono finiti in fumo quattro appartamenti di un agriturismo, più una buona fetta di terreno di proprietà di una ditta specializzata nel settore boschivo di Bagno di Gavorrano. La stessa che, a quanto sembra, era all’opera su quelle pinete il 19 luglio scorso con un trattore. Le fiamme sarebbero partite proprio da questo mezzo. «Gli incidente capitano – dice Barontini – Qualcuno sembra voglia chiedere i danni, ma io no». A lui, del resto, l’incendio ha distrutto “soltanto” qualche steccato e un po’ di terreno.
Il secondo bilancio invece riguarda l’impianto paesaggistico. Prendendo la strada che da Massa Marittima porta alla minuscola frazione, infatti, la scena è quasi apocalittica, con tronchi bruciati e terra color cenere. «Ogni tanto viene qualche tecnico a vedere la situazione – continua Barontini – Ma buona parte della vegetazione incenerita è ancora lì. La nostra speranza è che le bonifiche vengano portate in fondo e che noi residenti possiamo esserne coinvolti». I tecnici a cui si riferisce l’albergatore sono gli uomini dell’Unione dei Comuni Colline Metalliere, a lavoro per quantificare il danno e per fare sopralluoghi. L’ultimo c’è stato lunedì, insieme al Comune e alla Regione. Oggi poi ce ne sarà un altro. Tutte tappe per raccogliere dati e materiale, in modo da capire come intervenire. Un numero ancora non ben quantificato, su cui sta lavorando il corpo Forestale, per esempio è l’estensione dell’incendio.
Vari bollettini riportano una cifra intorno ai 130 ettari, ma all’Unione sono convinti che siano meno. Un centinaio forse. In ogni caso la fase di raccolta è quasi terminata, dopodiché si potrà progettare la riqualificazione. L’idea comunque è quelle di lasciare che la natura faccia il suo corso: il fuoco è un elemento naturale e i pini sapranno riprodursi, con il tempo. Ciò non esclude interventi artificiali laddove ce ne sia bisogno. E intanto nel villaggio si tira avanti.
«I clienti rimangono sorpresi quando arrivano e si trovano di fronte le colline incenerite, ma noi li “coccoliamo”, insomma, ci sappiamo fare» spiega Barontini. Tant’è che le prenotazioni per il mese di agosto sono tutte confermate. «Se vogliono montare a cavallo non li facciamo pagare, così come non chiediamo la tassa di soggiorno. Già si trovano questa situazione, dobbiamo anche tassarli?» .
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