Il presidio
Accordo con Banca Intesa per pagare i crediti alle ditte
GROSSETO. Il Comune, bloccato dalle assurde regole del patto di stabilità, ha sottoscritto una convenzione con un istituto bancario per consentire la riscossione immediata dei crediti da parte delle...
GROSSETO. Il Comune, bloccato dalle assurde regole del patto di stabilità, ha sottoscritto una convenzione con un istituto bancario per consentire la riscossione immediata dei crediti da parte delle ditte appaltatrici. La banca è la Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (Biss.) del gruppo Intesa-San Paolo che ha aderito con celerità alla richiesta del Comune, sottoscrivendo un accordo che avrà validità per un anno, salvo proroga. Il plafond accordato è per il momento di 3 milioni di euro (ma potrà salire) e riguarda crediti da 25.000 a 500.000 euro per ciascun creditore.
Nei prossimi giorni è prevista la firma con altre banche con le quali il Comune sta stringendo accordi operativi.
Il meccanismo è semplice: la ditta (in regola col pagamento di imposte, tasse e contributi) chiede al Comune una certificazione che attesti l'entità del suo credito già maturato; con un atto notarile tale credito viene ceduto a Biis che nel giro di pochi giorni salda il fornitore ritenendosi un costo pari all'Euribor con uno spread del 3,5% limitato ai mesi intercorrenti fra quando la banca paga e quando essa riscuote dal Comune (circa 5 mesi). Ai valori attuali si parla di circa il 4,5% per 5 mesi e quindi su 100mila euro la ditta va a perdere meno di 2mila euro (oltre le spese di notaio) ma ha la facilitazione di incassare subito il suo avere.
«Il meccanismo del Patto di stabilità è perverso - afferma l'assessore al bilancio Paolo Borghi - e crea problemi a comuni, imprese, lavoratori e cittadini. Di fronte alla crisi economica che attanaglia tutto il mondo ci sono per il momento solo due vie di uscita: bloccare ogni investimento pubblico oppure mettere in campo azioni che permettano di compensare le difficoltà ad un costo sostenibile. Certo sarà bene che Governo e parlamento si decidano a rivedere le norme del patto di stabilità che affossano l’economia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
