Il Tirreno

Grosseto

«Non sparate ai cuccioli di capriolo»

di Gabriele Baldanzi
«Non sparate ai cuccioli di capriolo»

Guerra tra animalisti e doppiette dopo l’approvazione del calendario che dà il via, da ieri, all’uccisione dei baby animali

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Il calendario venatorio 2012-2013, approvato il 25 luglio scorso dal consiglio provinciale, continua a far discutere. Soprattutto sul fronte delle selezioni. E spacca sempre più i fronti. Da un lato Libera Caccia, attraverso Paolo Isidori, ribadisce che imbracciare il fucile era e resta un diritto di cui non si può essere privati e, viste le restrizioni e le riduzioni dei tempi d’apertura a certe specie previste dalla Provincia di Grosseto, invita i cacciatori ad astenersi - per protesta - dal fare i contenimenti, le selezioni.

Sul fronte opposto, invece, le associazioni Wwf, Lac, Italia Nostra e Acu bocciano il calendario venatorio proprio per la parte che riguarda la caccia di selezione al capriolo e al daino, che prevede l’abbattimento dei piccoli a partire dal primo di agosto. La ritengono una barbarie. Insomma, opinioni agli antipodi sulla stessa materia.

Ma andiamo per ordine.

Prima posizione, quella dei cacciatori. «Per effettuare i contenimenti - spiega Paolo Isidori - il cacciatore mette a disposizione il suo tempo, la sua professionalità e spesso le sue risorse economiche. Ora basta. È arrivato il momento di presentare il conto. Non vogliamo più prendere schiaffi».

Il riferimento ingloba più fronti e riguarda la preapertura alla tortora e al colombaccio, i tempi previsti per la caccia di selezione, la diminuzione dei periodi di caccia e delle specie cacciabili.

«I cacciatori - prosegue il referente di Libera Caccia - hanno sempre prestato la propria opera per catture, immissioni, abbattimenti, prevenzione, tabellazioni, censimenti e tutto quanto ci viene richiesto dalla Provincia. Non troviamo giusto essere ripagati con questa moneta. Trovino qualcun altro per fare certe operazioni».

Poi lancia una provocazione. «Per quanto riguarda Libera Caccia, la Provincia di Grosseto può tranquillamente assumere nuove guardie, chiamare l’esercito, rivolgersi agli animalisti. Noi da ora in avanti ci limiteremo solo ad andare a caccia. Non faremo più i contenimenti a meno che non si tratti di specie nocive. Ci dispiace solo per gli amici agricoltori a cui non abbiamo mai negato il nostro aiuto, ma è l’ora che chi amministra si assuma le proprie responsabilità e tiri fuori gli attributi».

Infine un appello a condividere rivolto alle altre associazioni.

Considerazioni di segno opposto da parte animal-ambientalista. Mauro Leuci, portavoce di 4 associazioni, è molto chiaro.

«Riteniamo inaccettabile - dice Leuci - continuare a favorire i cacciatori e le lobby venatorie nonostante il parere contrario dell’Ispra, che invita a non abbattere i piccoli di capriolo e daino durante le fasi critiche della stagione riproduttiva e di cura della prole. Chiediamo quindi che la caccia di selezione sia prorogata almeno al 15 agosto. Wwf, Lac, Italia Nostra e Acu ritengono una barbarie abbattere i piccoli di capriolo e daino nel periodo di allattamento e una sofferenza atroce nei confronti della madre che si vede uccidere i propri cuccioli, senza contare l’aggravante della siccità».

«La mancanza di pioggia - prosegue infatti Leuci - sta provocando un aumento considerevole degli incendi e la superficie distrutta dal fuoco è triplicata rispetto all’anno precedente. Di conseguenza, lo spazio vitale per il mondo animale è sempre più minacciato. A questo si aggiunge la diffusione di armi da caccia, sempre più micidiali e pericolose anche per l’incolumità pubblica (con visori notturni, puntatori laser e carabine il cui sparo arriva fino a 1500 metri) e che non danno nessuno scampo agli animali».

Le associazioni animal-ambientaliste sostengono infine che i danni all’agricoltura dovuti agli ungulati sono dovuti all’introduzione di specie non autoctone molto prolifiche, proprio per favorire la caccia; specie che poi sono state pasturate per aumentarne il numero.

«Ormai tutti sanno che i cacciatori non hanno nessun interesse a ridurre il numero delle prede. L’eccessiva pressione di alcune specie invece - è l’accorata proposta - si affronta in modo efficace con politiche di sterilizzazione, recinzioni e impedendo ai cacciatori di immettere artificialmente animali nel territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa