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Referendum: sospesa la raccolta di firme a Massa

MASSA MARITTIMA. In mezzo a tanta confusione, proviamo a fare un po’ di chiarezza. Partendo da un dato di fatto: a oggi la raccolta firme per i referendum per l’abrogazione dei rimborsi ai...

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MASSA MARITTIMA. In mezzo a tanta confusione, proviamo a fare un po’ di chiarezza. Partendo da un dato di fatto: a oggi la raccolta firme per i referendum per l’abrogazione dei rimborsi ai parlamentari a Massa Marittima non c’è. Due i motivi, legati agli stessi comitati promotori, l’Unione Popolare e il Comitato del Sole. Il primo, nonostante le richieste dell’ente, non ha mai fatto recapitare i moduli necessari in Comune, sostenendo che gli stessi erano facilmente scaricabili da internet. Ma in questo senso il sindaco Lidia Bai spiega che «il Comune ha come referenti solo i soggetti che abbiano scritto ufficialmente all’ ente». Al contrario, i moduli diffusi dal Comitato del Sole sono arrivati in municipio grazie a un cittadino, ma ora sono terminati. Ed è per questo che a oggi la raccolta firme è sospesa, probabilmente fino a ottobre. Una situazione caotica, resa ancor più confusa dall’amministrazione stessa, che nel comunicare la sospensione dell’iniziativa alla cittadinanza ha confuso i due comitati. «Avendo esaurito gli stampati abbiamo contattato il comitato promotore che ha dichiarato verbalmente la sospensione della raccolta firme per il mancato raggiungimento del numero necessario per legge». Sono queste le parole, contenute nella nota diffusa dall’amministrazione che hanno creato il caos. Perché sia nella nota sia nell’homepage del sito del Comune di metà luglio, l’iniziativa di riferimento era quella dell’Unione Popolare, che raccoglieva firme per l’abrogazione dell’articolo 2 legge 1261 del ’65, che «sancisce un’ingente diaria a titolo di rimborso spese ai parlamentari per il loro soggiorno a Roma». Ma il comitato promotore contattato, così come i moduli citati nella nota, sono quelli del Comitato del Sole, che invece ha esteso la richiesta d’abrogazione alle indennità, agli aumenti di stipendi ed altri aspetti. Da qui il caos. Poi ci sono anche questioni di legittimità, sollevate a livello nazionale, che vanno risolte. Per il momento, in ogni caso, i cittadini si risparmino la fatica di arrivare in Comune.

(a.f.)

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