Annullata la sanzione disciplinare a Laiolo
Il medico era stato punito con 30 giorni per un potenziale conflitto di interessi con l’azienda sanitaria
GROSSETO. È annullata la sanzione disciplinare emessa dalla Asl 9 nei confronti del medico Edoardo Laiolo per il «potenziale conflitto di interesse» che lo specialista avrebbe avuto con l’azienda sanitaria.
Lo ha deciso il giudice del lavoro Marco Mezzaluna, accogliendo la domanda presentata dal medico che all’inizio dell’anno era stato sospeso per 30 giorni, con un provvedimento disciplinare datato 30 marzo scorso di cui tuttavia lo stesso giudice aveva all’epoca sospeso l’efficacia.
Perché la sospensione? Perché la Asl aveva spiegato che, nel corso dei controlli periodici sul personale (circa trenta dipendenti all’anno scelti a sorte, sui tremila in organico), aveva riscontrato un’irregolarità: il dottor Laiolo era socio della Hydra, una società formata da professionisti che aveva acquistato apparecchiature mediche. Una situazione di potenziale concorrenzialità nei confronti della Asl di cui Laiolo era ed è dipendente. L’azienda lo aveva sospeso, in base alle normative che regolano il lavoro pubblico e il comparto sanità. Il radiologo (conosciutissimo in città anche perché coordinatore dello staff medico dell’Us Grosseto - che tra qualche giorno raggiungerà in ritiro) si era rivolto all’avvocato Francesco Amerini che aveva prima presentato ricorso nel merito e quindi un ricorso d’urgenza ex articolo 700.
Sentito dal giudice, unitamente ad altri testimoni dell’una e dell’altra parte (la Asl era rappresentata dall’avvocato Silvia Rossi) lo stesso Laiolo aveva spiegato che autonomamente, quando venne assunto, nel 2004, aveva segnalato verbalmente la questione al direttore generale dell’epoca; questi non aveva ravvisato alcun problema. Anche perché Laiolo non soltanto aveva ceduto le sue quote nell’Hydra ma anche perché questa società è inattiva, nel senso che non ha autorizzazioni sanitarie e che tali macchinari non vengono utilizzati.
Il giudice avrà 60 giorni per le motivazioni. La Asl è stata condannata a 2.550 euro per spese (anche per la fase cautelare). Servirà ancora del tempo per capire su quale aspetto della vicenda il giudice abbia fondato la propria decisione, che verosimilmente sarà appellata. La difesa ha fatto notare che il dottor Laiolo non ha mai nascosto la sua partecipazione societaria alla Hydra e che anzi si era mobilitato in prima persona per far presente la questione alla direzione generale. Come se fosse mancato l’elemento psicologico, il dolo cioè. E’ da vedere poi se il giudice abbia preso questa decisione esaminando l’entità della sospensione in relazione alla potenzialità e non all’effettiva esistenza del conflitto di interessi. Una potenzialità che avrebbe dovuto quantomeno mitigare i giorni della sospensione.
(p.s.)
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