In salita in Maremma per scalare le Alpi
Un gruppo di turisti tedeschi si è allenato sull’Amiata e a Roccastrada prima di raggiungere la vetta dello Zoncolan
ROCCASTRADA. Sui pedali, sotto il sole, in salita. Per passione e voglia di battere i compagni di viaggio. Lo spirito che anima questo gruppetto di turisti tedeschi è quello giusto. Divertimento e sana competizione.
La Maremma per loro è una terra d’adozione ma anche una sorta di trampolino di lancio. Qui si allenano, e da qui sono partiti per raggiungere una delle vette mitiche del giro d’Italia, i 1.750 metri dello Zoncolan. A forza di scatti, borracce che passano da una mano all’altra e rifornimenti al clumine della fatica.
«Siamo un piccolo gruppo di ciclisti tedeschi e veniamo ogni anno per allenarci - ci raccontano con un mail dalla Germania - Ci troviamo sempre nell'agriturismo "La Porcareccia" vicino a Roccastrada. La Maremma per allenarsi è un ottimo territorio, il migliore per noi».
Da Roccastrada, dunque, per iniziare l’arrampicata. Quest'anno, a giugno, hanno sfruttato al massimo il tempo a loro disposizione per allenarsi sulle lunghe distanze: prima la salita di Sassofortino, passando dal micidiale Peruzzo, poi quella del Monte Amiata. «Tutte e due le salite sono state una buona preparazione per il nostro colmo dei colmi - dice Uwe Fellbaum, capofila della spedizione - Il Monte Amiata e il Sassofortino sono due tra le salite più dure d'Italia, ma il 30 giugno ci ha aspettato una salita ancora più dura in Friuli...»
Già. Armati di coraggio e con i polpacci preparati dalle montagne maremmane, i nostri eroi sono partiti di buona mattina per arrivare sullo Zoncolan. «A Villa Santina faceva caldissimo - ricorda il cicloamatore tedesco - Fino a Ovaro, l'inizio della salita del monte, sono stati solo 10 chilometri, ma poi è iniziata la scalata più dura di tutta la nostra vita».
Una salita così i tedeschi non l’avevano mai vista e sicuramente neanche affrontata in sella a una bicicletta da corsa. «La gente di Ovaro dice che qui si troverebbe la porta dell'inferno! Aveva ragione, dal ciglio qualcuno ci ha anche applaudito, come fossimo professionisti veri. È stato bello sentirci sospinti sulla strada mentre salivamo con il sudore che ci scendeva giù dalla fronte». Una sensazione vera.
Una faticaccia con una pendenza media del 22 per cento. «Per questo dovevamo tenere un rapporto agile, ma dopo tanto pedalare finalmente ce l’abbiamo fatta». Immaginate la soddisfazione di essere arrivati lassù. Con l’immancabile foto di rito.
Per questo il gruppetto non dimenticherà facilmente le ultime scalate. «Senza la preparazione in Maremma sarebbe stato impossibile. Diciamo ancora mille volte grazie al vostro territorio che con le sue salite, le strade e l’aria buona ci ha permesso di prepararci così bene».
Un saluto particolare Uwe Fellbaum lo rivolge al gestore dell'agriturismo "La Porrcareccia", Nedo Valori e suo figlio Jacopo.
Dove giura di tornare a fine agosto per una vacanza. Stavolta solo con la moglie e i compagni di avventura, senza la bicicletta. In attesa del prossimo allenamento in terra di Maremma.
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