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GAVORRANO

Il bilancio 2012 è fatto Senza tassa di soggiorno

di Alfredo Faetti
Il bilancio 2012 è fatto Senza tassa di soggiorno

GAVORRANO. «È stato un parto», ammette l’assessore Gianfranco Mazzi, ma il bilancio di Gavorrano è pronto ad andare al vaglio del consiglio comunale. «Però già dopo il 30 settembre dovremo apportare...

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GAVORRANO. «È stato un parto», ammette l’assessore Gianfranco Mazzi, ma il bilancio di Gavorrano è pronto ad andare al vaglio del consiglio comunale. «Però già dopo il 30 settembre dovremo apportare delle modifiche», date le continue variazioni provenienti da Roma.

Intanto il lavoro più difficile è alle spalle, con un certo successo: i conti quadrano. E senza applicare la tassa di soggiorno.

«Abbiamo cercato di non far gravare troppo la pressione fiscale sulle fasce più basse», dice il prosindaco Elisabetta Iacomelli. Si riferisce all’Imu, tenuto all’aliquota minima per la prima casa (0,4 per cento) e sui fabbricati rurali (0,2 per cento). Al contrario di quella per la seconda casa, fissato al massimo (1,06 per cento).

«Si presume che chi ha la seconda casa abbia maggiori possibilità», continua la Iacomelli. Perché in qualche modo, il bilancio doveva essere chiuso. E, così come accade in tutti gli altri Comuni, per far fronte ai tagli anche a Gavorrano si è dovuto aumentare alcune aliquote.

Con l’Irpef già raddoppiata a suo tempo («siamo stati etichettati come i cattivi per essere stati i primi, ma poi anche altre amministrazioni hanno fatto lo stesso», bacchetta Mazzi), va sottolineato come non sono state toccate le tariffe per mensa, trasporti e Tarsu.

Traducendo tutto in numeri, le entrate per il 2012 dovrebbero ammontare a 11 milioni e 700mila euro (il gettito dell’Imu è previsto a circa 2 milioni).

Capitolo spese correnti: le uscite sono stimate attorno ai 6 milioni e 700mila euro, 200mila in meno rispetto al 2011. Soldi, questi che sono stati trasferiti alla voce investimenti, che in tutto si aggira attorno a un milione e 100mila euro.

L’amministrazione spiega che progetti su come investire queste risorse non mancano, però verranno valutati con il tempo.

C’è poi il capitolo tassa di soggiorno, che possiamo dividere in due letture: quella fiscale e quella politica. «Non l’abbiamo voluta introdurre per quest’anno per non gravare sugli operatori – spiega Mazzi – da settembre inizieremo un tavolo di concertazione per studiarla in vista del 2013. Nelle previsioni dovrebbe portare un gettito da un milione e mezzo di euro». Questa la lettura fiscale.

«La Regione ci ha iscritto all’elenco della tassa di soggiorno, ma non c’era l’obbligo di istituire la tassa, al contrario di quanto ha detto una certa opposizione, che ha voluto solo fare demagogia» dice l’assessore Nicola Menale. Ecco: questa è la lettura politica.

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