Il presidio
Decine di verbali in una Marina senza parcheggi seri
Pochi i posti auto in relazione all’afflusso del fine settimana E molti spazi sono in condizioni pietose, con polvere e buche
Anche domenica decine di multe a Marina di Grosseto per i parcheggi fuori posto. Ci sono i cartelli, le strisce blu in terra, i parchimetri, il costo giornaliero (3 euro) è anche onesto. Per cui i vigili urbani, dal punto di vista normativo, fanno solo il loro mestiere. E le casse del Comune ne hanno beneficio...
Per una volta, però, anche i giornalisti ogni tanto hanno una domenica libera, ci siamo trovati ad essere come tutti gli altri grossetani che, un giorno alla settimana, vorrebbero passare qualche ora al mare.
E Marina, a differenza di tante località turistiche serie, di parcheggi non ne ha abbastanza. A meno che non si pensi che le famiglie possano venire da Grosseto pedalando sulla ciclabile al sole, con 35 gradi. E i pochi parcheggi che ci sono sono in condizioni penose.
Il lungomare. Il nostro giro alla caccia di un posto parte, dopo aver scansato le radici affioranti sulla via di ingresso nella frazione, dal lungomare. Speranza vana, è chiaro, ma la pretesa era eccessiva a metà mattinata. Qui ci sono le prime multe, su auto parcheggiate dove non danno alcun fastidio, ma comunque fuori dalle strisce blu. A occhio almeno un’altra decina di posti si potrebbe tracciare senza problemi.
Via Grossetana. Qui c’è il primo parcheggio pubblico, accanto al ponte. Oddio, parcheggio... Si tratta di una spianata nella terra polverosa, dove sono ammassate auto e qualche camper. Ci proviamo, ma alla prima curva una voragine profonda alcune decine di centimetri ci sconsiglia dal proseguire. Roba da terzo mondo, improponibile in una località turistica. Comunque è stracolmo.
Più avanti, sulla sinistra, c’è un secondo parcheggio. Qui, qualcuno ha posato a terra delle reti in plastica che, almeno, non fanno alzare la polvere come nel Sahara. Stracolmo anche questo, ma i posti sono davvero pochi.
Via Firenze. Qualcuno ci indica un parcheggio più avanti. Grande e a pagamento. Ci andiamo, speranzosi. In effetti c’è ed è anche abbastanza grande. Solo che ci sono le bancarelle del mercato. Davvero una bella idea. Fino alle 15, in sostanza, è inutilizzabile. I cartelli sono chiari, qui si può parcheggiare quando ormai non serve quasi più.
La pineta. Resta la pineta. Sarebbe una delle zone più belle di Marina di Grosseto, potrebbe essere utilizzata per frescheggiare, mangiare qualcosa, riposare. Sarebbe, se fosse inaccessibile alle auto, come in tante zone della Versilia, o a Castiglioncello, tanto per restare in Toscana. Perché a Marina di Grosseto la pineta è, di fatto, trasformata in un gigantesco parcheggio all’ombra, senza regole e con tante multe. Qui chi arriva prima lascia l’auto e, pian piano, le macchine vanno ad incastrarsi come le tessere di un enorme mosaico: dritte, storte, perpendicolari. Ed è anche divertente vedere distinti padri di famiglia che cercano di infilare l’auto fra un tronco e una carrozzeria. E poi misurano le distanze “Ma questo ci esce? Ma questo ci passa?” Uno dopo l’altro, in un groviglio senza una logica. Eppure succede ogni fine settimana. Così i vigili fanno il loro mestiere. E colpiscono: 39 euro per ogni foglietto rosa.
Alla fine ad aver ragione è il Comune: fare parcheggi da località turistica seria, costa. Fare le multe, è un guadagno. Certo resta da capire con quali criteri vengono assegnate le bandiere blu. Forse i rilevatori della Fee (Foundation for Environmental Education) hanno visitato Marina di febbraio e avranno pensato: «Però, ordinata...».
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