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Uno striscione al villaggio per riaprire
La protesta del Maresì e del Veliero contro l’amministrazione che non ha trovato un accordo con l’attuale gestione
FOLLONICA. Due striscioni da stadio in bella vista all’ingresso di Mare Sì e Veliero. «Villaggio chiuso anche quest'anno: grazie Comune» e ancora «Villaggio de-turistizzato»: chi attraversa l’Aurelia non può non far caso a quei due cartelli esposti davanti alle strutture turistico ricettive di Pratoranieri. Cancelli serrati per “colpa” (almeno a quanto sostengono le due cooperative proprietarie) dell’amministrazione follonichese, che in questi mesi di trattative per trovare un accordo procedimentale che evitasse di portare nuovamente la questione davanti ai giudici, «si è dimostrata sorda» alle loro ragioni. «Gli striscioni che compaiono davanti all'entrata dei villaggi - spiega il presidente della cooperativa Mare Sì, Ottavio Verdi - non vogliono soltanto essere un gesto di protesta nei confronti delle scelte dell'amministrazione che si ostina a voler imporre una gestione esterna delle strutture che rappresenta una grave e ingiustificata ingerenza su un bene di proprietà privata, ma sono anche un mezzo per far conoscere a coloro che provengono da altre regioni o paesi esteri - e che quindi non hanno seguito le vicissitudini dei villaggi- le loro ragioni, altrimenti è incomprensibile la chiusura forzata dei villaggi di Pratoranieri». Sistemate infatti tutte le faccende relative agli abusi edilizi, cartolari e materiali, infatti come ribadito dal primo cittadino Eleonora Baldi in diverse occasioni l’errore di fondo è stato l’aver pensato di acquistare una casa al mare e non una quota di un villaggio turistico, è rimasta un’ istanza in sospeso: la richiesta da parte del Comune di Follonica di dare in gestione a terzi le due strutture. «D'altronde i soci di Mare Sì e Veliero - continua Verdi - non avevano altra scelta se non quella di respingere un'imposizione priva di qualsiasi sostegno giuridico e di riaffermare i propri diritti, in primis quello di essere liberi di gestire il proprio villaggio con l'unico limite delle norme di legge». Se per un attimo si accantonano le vicende legali resta un altro problema: essendo chiuse due delle più importanti attività ricettive a risentirne negativamente è l’economia locale. Mancano quelle presenze e mancano soprattutto quei posti di lavoro. «Tra assunzioni dirette e incarichi in appalto, Mare Sì e Veliero davano lavoro ad oltre 120 persone, più tutto l'indotto - sottolinea Verdi - nessuna amministrazione pubblica può permettersi di perdere occasioni che favoriscano l'impiego e il lavoro dei cittadini. Per Follonica la stagione rappresenta l'occasione perduta e adesso non restano che due striscioni di ringraziamento a sottolineare la rabbia di quanti avevano creduto nella lungimiranza degli amministratori».
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