Bufera sulla tassa di soggiorno
Federalberghi critica la scelta delle amministrazioni, Barontini (Pd) contro il balzello
MASSA MARITTIMA. Primo bilancio sulla tassa di soggiorno, entrata in vigore lunedì su buona parte delle Colline Metallifere. «Una vera e propria sciarada», dice la Federalberghi grossetana, paragonando l’imposta a un sofisticato indovinello. «Tra tariffe diverse, esenzioni e periodi di applicazione differenti – continua l’associazione – la tassa di soggiorno disorienta gli utenti italiani, figuriamoci gli stranieri». Neanche il più ottimista tra gli amministratori ha sperato per un solo istante che le polemiche sull’imposta si spegnessero dopo la sua introduzione. Però, una bocciatura secca a soli sette giorni di distanza dall’entrata in vigore forse non se l’aspettava nessuno. Federalberghi è arrivata subito a bacchettare gli apripista maremmani, ossia i Comuni di Follonica, Scarlino e Massa Marittima. Nella città del Balestro, poi, le critiche vengono anche in seno alla maggioranza, dove una voce esce dal coro. È quella di Iuri Barontini, piddino di Valpiana. «Esterno sia come operatore turistico che come rappresentante del mio stesso partito politico la mia estrema contrarietà all'applicazione di questa tassa». Certo, il punto più caldo su cui battono le proteste è quello dell’introduzione della tassa in questo periodo di crisi economica. Contando poi, dice Federalberghi, che «contrariamente ad altri paesi europei, la stessa tassa non sembra essere finalizzata a politiche strategiche sul turismo». Ma se questo è un tema generale, dopo una settimana è possibile trovare anche dei problemi specifici, secondo l’associazione. Ad esempio, l’assenza di linee guida, che ha portato i Comuni a doversi inventare i modi d’introduzione della tassa. Senza grande successo, stando a Federalberghi. «Il risultato è il disorientamento dei tour operators e dei turisti, che nella programmazione del soggiorno dovranno tenere conto anche delle diverse tasse applicate da ogni singolo Comune». Ma non solo: «spiace rivelare – conclude la nota dell’associazione - che in alcuni casi i regolamenti comunali per l’applicazione del balzello, hanno imposto a carico delle strutture ricettive, ulteriori oneri economico-burocratici, senza prevedere congrui tempi tecnici per “rodare” la fase di start up». Dando la parola a un operatore, poi, spuntano fuori anche altri aspetti. Come la partecipazione. «Mi sarei augurato un maggiore confronto istituzionale politico, seguito con i settori interessati e i loro rappresentanti di categoria. –dice Barontini - So che questo è avvenuto in maniera del tutto parziale e che i rappresentanti di categoria non hanno dato nessun nulla osta ma bensì un chiaro rifiuto». Per di più, «diventa discutibile pure il metodo di comunicazione dell'entrata in vigore della tassa di soggiorno, legiferata dal nostro Comune (Massa Marittima ndc) il giorno 28 giugno e resa esecutiva dal 1 di luglio con una quantità esagerata di fogli da stampare per diventare esattori di tasse per terzi».
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