Italia
Sparano colpi in aria per fermare l’auto che tenta di investirli
Gli agenti della polizia stradale hanno arrestato un uomo Resistenza e possesso di arnesi da scasso. Caccia ai complici
GROSSETO. Hanno sparato in area per fermarli. Perché tre stavano scappando a piedi per i campi e uno aveva reingranato la marcia rischiando di investirli con l'auto. E' finita fortunatamente senza gravi conseguenze fisiche per nessuno - e con un arresto - l'operazione della polizia stradale che l'altra notte ha portato alla scoperta di un piccolo arsenale di attrezzi da scasso all'interno di una Volkswagen Golf. E per resistenza a pubblico ufficiale e per possesso ingiustificato di arnesi da scasso, è stato ieri portato davanti al giudice l'unico dei quattro catturato. Cioè colui che era al volante e che della Golf è il proprietario. Shevquet Nuradini, 50 anni, origini jugoslave ma cittadinanza italiana e residenza ad Anzio, rimarrà in carcere in attesa del processo, che il giudice Puliatti ha fissato per il 5 luglio (difesa Amarugi per Colantonio di Roma). Arresto convalidato, come chiesto dal pm Coniglio: come unico misura idonea, in considerazione dei precedenti e di una sistemazione alternativa valida, il giudice ha disposto il carcere.
L'allarme è scattato intorno alle 23,30 di mercoledì. A quell'ora una pattuglia della Polstrada stava transitando lungo l'Aurelia nord, all'altezza del ponte sull'ex Diversivo. Ha notato un'auto, la Golf appunto, che stava compiendo una manovra strana all'altezza del rondò. Insospettito, l'equipaggio si è avvicinato azionando i lampeggianti. A quel punto l'auto si è allontanata verso il centro: la polizia si è messa all'inseguimento - durato poche decine di metri - azionando anche la sirena. L'auto si è improvvisamente arrestata e dalla parte destra dell'auto sono uscite tre persone, tre uomini, che si sono allontanati correndo. L'auto è ripartita, dirigendosi verso gli agenti. Che a quel punto si sono gettati a terra, come hanno ricostruito loro stessi anche davanti al giudice, per evitare di essere investiti. A quel punto hanno esploso i colpi in aria, cercando al tempo stesso di fermare i fuggitivi, uno dei quali avrebbe brandito un piede di porco. Ma il buio li ha coperti e ha favorito il loro allontanamento. La Golf si è finalmente fermata e gli agenti hanno preso in consegna Nuradini.
Nell'auto la polizia ha trovato una mazza da lavoro, un'ascia, dei cellulari, un navigatore, una sfera d'acciaio, uno scanner e altro ancora. Lo scanner, secondo gli investigatori, può servire a conversare senza essere intercettati. Gli altri oggetti, invece, sono tipicamente arnesi da scasso, compresa la sfera che potrebbe venire usata per aprire un primo varco. Chi erano i tre in auto con Nuradini? Quest'ultimo non ha voluto fare nomi. Al giudice l'imputato ha spiegato di conoscere soltanto uno dei tre ma che si tratta di un clandestino e che preferisce non farne il nome. Il quartetto era diretto verso la Francia, così ha aggiunto l'uomo, proprio per trasportare il clandestino. E il tentativo di investimento? «Stavo soltanto cercando di rimettermi in carreggiata dopo aver capito di aver sbagliato a imboccare la strada - si è giustificato Nuradini - Non volevo investire nessuno». E gli attrezzi? «Non ne sapevo nulla».
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